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Lampada da tavolo Tizio 1972

Oggetti che hanno fatto la storia

Progettata da Richard Sapper nel 1972 per Artemide, Tizio, icona di design presente tanto nei musei di mezzo mondo quanto sulle scrivanie di case e uffici: è una scultura contemporanea che nasconde nell'apparente semplicità della forma una combinazione di innovazione tecnica ed ingegno.

foto dal web



Rappresenta uno dei maggiori successi commerciali del marchio Artemide di Ernesto Gismondi, nonché una tappa fondamentale nella storia dell'illuminazione per interni. La particolarità del nome deriva dalla volontà di creare un'oggetto di design dalla presenza discreta ma ineluttabile, salda e equilibrata.
La lampada racchiude un progetto semplice solo in apparenza: è composta da circa un centinaio di singole parti unite tra loro senza alcuna vite ma semplicemente a pressione, per far sì che, in caso di caduta, le parti si possano staccare e possano essere riassemblate con facilità.

foto dal web
La prima lampada da tavolo a bracci bilanciati era stata la Anglepoise (1932) di George Carwardine, sostenuta da un sistema di molle. Sapper sfruttò invece un gioco di controppesi, e inoltre nascose i fili elettrici facendoli correre all'interno delle aste. Così realizzò una struttura in policarbonato verniciato sofisticata ma minimale, con linee pure scandite da articolazioni essenziali in corrispondenza dei fulcri, e che poteva essere facilmente regolata senza mai alterare le proporzioni estetiche. 
Sapper dichiarò di aver disegnato la lampada perchè nessun modello allora disponibile lo soddisfaceva, realizzando così “una lampada da disegno che avesse un ampio raggio di movimento e che, nonostante questa caratteristica, fosse poco ingombrante”.
foto dal web
Disegni di Sapper.
Foto dal web
L'illuminazione era fornita da una lampadina alogena. Negli anni novanta al riflettore di alluminio sono state aggiunte una placca protettiva in vetro e una piccola maniglia. 
La Tizio è ancora oggi disponibile nei colori nero, bianco e grigio metallico e in diverse misure (clicca qui per vedere la scheda tecnica).




foto dal web

Un trasformatore, posto alla base, porta la tensione e alimenta la lampadina attraverso bacchette e bottoni che, oltre ad avere una funzione strutturale, fanno da conduttori di corrente senza i tradizionali fili elettrici. La forma è essenziale: un supporto cilindrico, due contrappesi e una testina-riflettore a doppia parete che ne garantisce il raffreddamento.
Recentemente è apparsa una versione a LED. La fortuna della Tizio è stata successivamente bissata dalla lampada da lavoro Tolomeo dell'architetto Michele De Lucchi, prodotta dalla stessa Atemide dal 1987.


PREMI
Casamica – Per l’accessorio Milano (Italia), 1973
Compasso D’Oro / A.D.I. Segnalazione - Milano (Italia), 1979
Haus Industrieform Design Zentrum Nordrhein Westfalen Essen (Germania), 1980
BIO 9 – Gold Medal Ljubljana (Slovenia), 1981


Fonti:

E. Wilhide, J. Glancey, 2017, Design La storia completa, Valsamoggia (BO), Atlante s.r.l.
www.arte.rai.it
www.klatmagazine.com
www.artemide.com
www.lovethesign.com

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