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Storia dell'Arte| Cap.1_L'Arte Rupestre

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Iniziamo oggi una nuova rubrica...
Dalla commistione di appunti di un quadernino di una ex studentessa di Architettura, il taccuino d'architetto oggi e dalle mini-lezioni di una supplente di Arte e Immagine improvvisata 😅  cerco di fare un po' di ordine e di riassumerti, in questo e negli altri post che verranno, tutto quello che la Storia dell'Arte e dell'Architettura mi ha lasciato, mi ha insegnato e soprattutto, come mi ha formata, come professionista e nel mio piccolo come divulgatrice/volontaria nel mondo dell'Arte (se ti va puoi seguirmi sul mio profilo personale per sapere di cosa parlo clicca qui) con l'augurio che possa essere d'aiuto a qualche studente alle prime armi, di supporto per le tue ricerche sporadiche, e per lo più siano l'occasione di spunto per approfondire, anche tu con me, lo straordinario passaggio dell'espressività artistica di popoli, culture e particolari personaggi, che ci hanno regalato tutte quelle testimonianze storico-artistico-culturali che ancora oggi ammiriamo, apro questo excursus, spero lunghissimo, dove vorrei che riaprissimo i libri, per sfogliare insieme le meraviglie che hanno caratterizzato la nostra storia dagli albori dei tempi ai giorni nostri.
Bè direi che è il caso di iniziare....e da dove iniziamo??
Cap.1 L'Arte Rupestre
Impronte di mani alla Cueva de las Manos (Argentina) Storia dell'arte rupestre preistoria paleolitico
Impronte di mani alla Cueva de las Manos (Argentina)
La Storia dell’Arte inizia ancora prima della Storia!
Ebbene sì, l’Arte esisteva già nella Preistoria, e non ha avuto bisogno della formazione di grandi artisti, di un chissà quale facoltoso committente o la benedizione di qualche critico vip, per diffondersi e affermarsi sin da subito per la sua potenza espressiva.
Questo perché la Preistoria, il termine che noi usiamo oggi usiamo, viene identificata come quel periodo cronologicamente lunghissimo in cui già si registrano le prime testimonianze dell’uomo sulla terra fino all’invenzione della scrittura, risalente approssimativamente intorno al 3000 a.C. nell’area della Mesopotamia con l’avvento della cultura dei Sumeri.

Allora perché diciamo che la Storia dell’Arte inizia prima della Storia 'canonica'? Bè, questo perché le prime testimonianze che arrivano a noi da un periodo così lontano, come quello Paleolitico, sono solo e proprio tracce storico-artistiche.
Figure di uri sulle pareti di Lascaux (Francia) storia dell'arte rupestre preistoria paleolitico
Figure di uri sulle pareti di Lascaux (Francia)
Sono segni, graffiti, forme di pittura – tra l’altro neanche troppo grossolana – che rispondevano da una parte ad una prima e innata forma espressiva e dall’altra, di certo ad una forma molto più importante…

Le prime testimonianze che sono arrivate a noi sono di due tipi: quelle appunto artistiche di cui poi approfondiremo, oppure, le testimonianze di manufatti.
chopper amigdala storia dell'arte rupestre preistoria paleolitico
Realizzano degli utensili in pietra scheggiando un pezzo di selce con altre pietre più dure, realizzando così i chopper, probabilmente utilizzato impugnandolo nel palmo della mano per colpire oppure usato come strumento da taglio; e/o quando le pietre verranno scheggiate su entrambi i lati, realizzando le cosiddette amidgale, un'ascia a mano a forma di una grossa mandola, detta anche bifacciale, dove spesso si si incidevano dei segni geometrici per affermarne il possesso.
Ma secondo voi, gli uomini del Paleolitico avevano cognizione di quello che oggi noi intendiamo per Arte? Pensavo davvero di avere una necessità di puro “abbellimento”?

Bè direi proprio di noi! La vita media del nostro antenato primitivo viene calcolata intorno ai 25-40 anni, quindi all’età di 32 anni gli uomini del paleolitico, per la vita che facevano potevano essere considerati vecchi o morire. Quindi, con una prospettiva di vita così breve, chi avrebbe perso del tempo per decorare le grotte in cui vivevano, se queste non avessero un significato molto più importante che non quello meramente ornamentale?! È molto più probabile – e lo vedremo tra poco – che queste scene ricoprissero da una parte una funzione didattica-narrativa, dall’altra quasi un rito propiziatorio, quasi magico.
incisioni rupestri in Valcamonica storia dell'arte rupestre preistoria paleolitico
incisioni rupestri in Valcamonica
Il primo periodo “artistico” che noi stiamo studiando è quindi il periodo che gli storici definiscono come Periodo Paleolitico, un periodo sconfinato, in cui viene fatto comprendere la presenza dell’Homo Habilis – circa 2 milioni e mezzo di anni fa – e viene fatto concludere intorno al 10 000 a.C., quando poi inizierà l’epoca Neolitica.

Il Paleolitico dal greco: παλαιός palaios, antico, e λίθος lithos, pietra, ossia "età della pietra antica" o "età antica della pietra", perché è l'epoca appunto, come dicevamo prima, della lavorazione antica della pietra. Quindi immaginatevi come doveva essere la vita di un uomo esposto alla natura selvaggia, alla continua ricerca di cibo ed ad un ambiente che fosse il più possibile ospitale; il vero switch avverrà solo quando l’uomo scoprirà il fuoco, e quindi la cottura del cibo e/o la possibilità di riscaldarsi. Ma perché vi sto raccontando tutto questo, che quasi sicuramente già saprete da altre discipline??

Un concetto molto importante da tenere in mente con la Storia dell’Arte è la TECNICA!
L’Arte è sempre strettamente collegata alle tecnologie, pratiche e ai materiali messi a disposizione a tutti i popoli che da oggi in avanti vi troverete a studiare.

Scultura
Le sculture di cui ci è rimasta traccia, risalenti in genere al paleolitico superiore, sono infatti in genere in pietra morbida, osso, avorio o steatite (un minerale di consistenza gessosa facilmente lavorabile.
Esse rappresentano preferibilmente delle figure femminili e sono state rinvenute soprattutto in Francia, Italia centro-settentrionale, Germania, Bassa Austria e Russia, a testimonianza di come tale tipologia fosse diffusa in modo omogeneo in gran parte dell'Europa continentale. La caratteristica comune a tutte queste, sta nell'esagerata accentuazione di alcune parti del corpo della donna, in particolare glutei, ventre e seni, e nella quasi inesistenza di qualsiasi altro particolare caratterizzante quale il volto, le mani o i piedi.
le Veneri Preistoriche, storia dell'arte rupestre preistoria paleolitico lespugue willendorf mal'ta moravany
le Veneri Preistoriche
Queste statue non hanno grandi dimensioni, le popolazioni sono ancora nomadi è hanno la necessità di trasportare facilmente gli oggetti con sè, per cui sono alte non più di 6-25 centimetri e sono chiamate le Veneri Preistoriche.
Perché Veneri?
Venere, dea romana dell'eros e della bellezza, rappresenta da sempre quello il concetto di proporzione e appunto bellezza che in una determinata cultura e periodo storico, veniva concepita. Per cui in un'epoca in cui si lottava con la fame, l'immagine di una donna dalle forme generose, probabilmente anche in gravidanza, ricopriva un ruolo magico-propiziatorio. L'uomo non ha infatti intenzione di riprodurre la realtà che vede, ma in questo caso ha la necessità di realizzare un oggetto da utilizzare quasi come amuleto. 
Venere preistorica, ca 20 000-18 000 a.C. in Pietra serpentinosa, altezza 22 cm. Da Savignano sul Panaro (Modena). Roma, Museo Nazionale preistorico-etnografico Luigi Pigoni. storia dell'arte rupestre preistoria paleolitico
Venere preistorica, ca 20 000-18 000 a.C. in Pietra serpentinosa, altezza 22 cm. Da Savignano sul Panaro (Modena). Roma, Museo Nazionale preistorico-etnografico Luigi Pigoni.

Se notate queste Veneri, ritrovate in luoghi differenti, hanno delle caratteristiche simili: innanzitutto, vedete che presenta enormi seni, del ventre e il resto delle forme interno come i glutei e l’evidenziazione del sesso. Ma un’altra particolarità è che questi personaggi non hanno i piedi e il volto, e la testa è ricoperta da una sorta di acconciatura decorativa molto raffinata, realizzata tramite lavorazioni regolari modulari. Quindi è un po’ tutto il contrario di ciò che faremo oggi, perché se vi chiedessi quale sia il vostro concetto di bellezza, vi verrebbe in mente un corpo snello e un bel viso.
Ipotesi di acconciatura riprodotta dalla Venere di Willendorf storia dell'arte rupestre preistoria paleolitico
Ipotesi di acconciatura riprodotta dalla Venere di Willendorf
Ma il volto per l’uomo antico evidentemente non è così importante, perché il volto rappresenta l’individualità che verosimilmente è un concetto non ancora sviluppato all’epoca. L’importanza viene invece data alla prosperità del corpo, come segno di legame alla fecondità, non solo della donna ma anche della natura.
Venere preistorica, ca 24.000 - 22.000 a.C. Pietra calcarea, altezza 11 cm. Da Willendorf (Bassa Austria). Vienna, Naturhistorisches Museum. storia dell'arte rupestre preistoria palelitico
Venere preistorica, ca 24.000 - 22.000 a.C. Pietra calcarea, altezza 11 cm. Da Willendorf (Bassa Austria). Vienna, Naturhistorisches Museum.
Per questo gli studiosi hanno ipotizzato che queste statuette potessero essere impiegate per propiziare la fertilità della donna e, se seppellite nei campi (ecco perché l’assenza dei piedi e la forma conica) anche quella della terra, favorendo così sia la procreazione sia la disponibilità del cibo, due delle esigenze primarie di una società primitiva e fortemente minacciata da un’altissima mortalità.

Graffito e pittura rupestri
Iniziamo col dare innanzitutto le definizioni corrette di questi due termini:
il graffito è un'incisione diretta fatta su una superficie, in questo caso le rocce dove si  delineavano i contorni delle figure incidendo la parete rocciosa mediante sélci o altre pietre appuntite;
Incisione di un animale sulle pareti della grotta Montespan storia dell'arte rupestre preistoria paleolitico
Incisione di un animale sulle pareti della grotta Montespan
la pittura rupestre, 'pittura su parete rocciosa', veniva realizzata tracciando forme e figure mediante tinte a base di terre o minerali precedentemente pestati e mescolati insieme a sostanze vegetali o a grassi animali che ne garantivano l'aderenza alla superficie rocciosa.
esempio di pittura rupestre nelle grotte di Lascaux storia dell'arte paleolitico preistoria
esempio di pittura rupestre nelle grotte di Lascaux
I colori, quasi sempre di tonalità calda - rossi, ocra, bruni, oltre al nero del carbone di legna e dell'ossido di manganese, un minerale ferroso di colore nerastro - venivano inizialmente stesi con le dita ed in seguito con l'ausilio di rudimentali pennelli di legno di penne d'uccello. In alcuni casi si ritrovano delle mani dipinte immergendo le stesse nel colore, oppure spruzzando questo intorno alle mani e rilasciando sulla parete la forma in negativo.
Impronte di mani alla Cueva de las Manos (Argentina) storia dell'arte rupestre preistoria paleolitico
Impronte di mani alla Cueva de las Manos (Argentina)
Che cosa rappresentavano?
Bè l'intenzione, l'abbiamo già accennato era probabilmente avevano da una parte una funzione didattica, come a voler insegnare e/o ricordare alcune tecniche di caccia; dall'altra ritorna il tema della 'propiziazione', in questo caso sempre la caccia, oppure si è ipotizzato potessero anche avere delle valenze religiose, come un culto ad una qualche divinità che potesse intercedere per augurare il successo della caccia alla comunità.
Grotta dei Cavalli di Valltorta, (Spagna) dichiarato Patrimonio dell'Umanità UNESCO nel 1924 storia dell'arte rupestre preistoria paleolitico
Grotta dei Cavalli di Valltorta, (Spagna) dichiarato Patrimonio dell'Umanità UNESCO nel 1924
In entrambi i casi, graffiti o pitture, si tratta essenzialmente quindi, di rappresentazioni di animali da cacciare (bisonti, tori, cavalli, cinghiali, cervi, orsi, mammut), e più raramente anche di cacciatori, di guerrieri, di stregoni e di figure femminili o di parti anatomiche stilizzate (per lo più le mani).

Alcuni degli esempi migliori di pittura rupestre, sia per stato di conservazione sia per nitidezza del segno e riconoscibilità dei soggetti rappresentati, sono stati scoperti nella Grotta Chauvet, in Francia meridionale.
La Grotta Chauvet  è stata scoperta nel 1994 nel sud della Francia, e conserva i dipinti più antichi mai ritrovati, risalenti al 32.000 anni fa. La Grotta Chauvet, così chiamata dal nome di uno di uno dei suoi scopritori, rimase intatta per così tanti anni a causa di una frana che sigillò l'ingresso ben 20.000 anni prima della sua scoperta.
la grotta Chauvet storia dell'arte rupestre preistoria paleolitico
la grotta Chauvet
Le pitture ritrovate rappresentano animali e includono anche alcune specie piuttosto pericolose come mammut, orsi, leoni, delle caverne, rinoceronti, bisonti e uri. A questi si aggiungono animali più innocui come cervi, renne, cavalli e persino un gufo.

Dettaglio del pannello dei cavalli Grotta di Chauvet © Patrick Aventurier storia dell'arte rupestre preistoria paleolitico
Dettaglio del pannello dei cavalli Grotta di Chauvet © Patrick Aventurier

Grotta di Chauvet, figura di un gufo storia dell'arte rupestre preistorica paleolitico
Grotta di Chauvet, figura di un gufo© Patrick Aventurier
Particolarmente impressionante è la parete con decine di leonesse che inseguono un gruppo di mammut, bisonti e rinoceronti. La rappresentazione non è per niente semplicistica o abbozza, la scena è così realistica da dare davvero l'impressione che gli animali siano in piena corsa.
La tecnica non è per nulla scontata: la linea di contorno spessore e intensità suggerendo la presenza di animali in primo piano e di altri nello sfondo. La sfumatura viene utilizzata per la rappresentazione delle schiene e dei musi per accentuare il senso di volume, dato anche dalla forma naturale della grotta.
Grotta di Chavet, la scena delle leonesse storia dell'arte rupestre preistoria paleolitico
Grotta di Chavet, la scena delle leonesse © Patrick Aventurier

I grandi felini di Chauvet tratto da un pannello espicativo del parco "Caverne du Pont d'Arc - Foto Nando Musmarra storia dell'arte rupestre preistoria paleolitico
I grandi felini di Chauvet tratto da un pannello espicativo del parco "Caverne du Pont d'Arc - Foto Nando Musmarra

La qualità delle immagini è eccezionale: gli sconosciuti artisti primitivi sapevano utilizzare magistralmente il colore e il chiaroscuro, riuscendo a combinare la pittura con l'incisione. È evidente anche una precisa conoscenza dell'anatomia dei soggetti raffigurati e la capacità di creare tridimensionalità e senso del movimento
Per questo motivo, per tanto tempo, fra gli studiosi si è creduto che questi dipinti dovessero essere stati realizzati in epoche molto più recenti: era impossibile credere che gli uomini delle caverne riuscissero a realizzare opere così complesse e artisticamente raffinate! 
Fu grazie ad approfondite analisi scientifiche che si datò con esattezza queste pitture parietali nell'era Paleolitica.

Un altro famoso sito dell'epoca sono le Grotte di Lascaux, definite anche la "Cappella Sistina della preistoria".
Scoperte nel 1940 in Dordogna, Francia, sono considerate il più alto esempio di pittura preistorica giunto fino ai giorni nostri; per questo dal 1979 sono inserite nell'elenco dei Patrimoni dell'Umanità dell'UNESCO.
Risalenti al Paleolitico superiore e ralizzate in un arco di tempo stimato tra il 13.00 e il 15.00 a.C., le pitture rappresentano prevalentemente animali, dai buoi ai cavalli, dai bisonti agli stambecchi, alcuni dei quali oggi estinti.
La tecnica di esecuzione è quella della pittura estesa direttamente sulla roccia senza preparazione ad intonaco. Le condizioni climatiche di questo ambiente particolarmente umido e la roccia calcarea, permise al pigmento colorato di penetrare in profondità e mantenersi nel tempo.
La complessità delle grotte di Lascaux percorso storia dell'arte rupestre preistoria paleolitico
La complessità delle grotte di Lascaux
Fra i più conosciuti dipinti di questa grotta vi è il cosiddetto cavallo cinese di Lascaux (15.000 a.C.), tracciato con una spessa linea di contorno, realizzata tramite un bastoncino di carbone nero. Al disotto della sua pancia, questa linea diventa tratteggiata come a voler simulare il pelo dell'animale. Il manto è color ocra, rosso e marrone, e particolare è la ricerca di voler rappresentare la zebratura nera lungo il dorso.
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Cavallo Cinese di Lascaux
A guardar bene si possono notare alcune frecce che stanno raggiungendo il dorso dell'animale, rappresentato in movimento, come si evince dalle zampe, come se stesse sfuggendo al cacciatore.
Si è cercato di rendere realistica anche la criniera, dipingendola con un colore nero sfumato, a voler imitare il crine dei cavalli.
La figura è dipinta con estrema naturalezza, è quindi evidente che chi la rappresentò conoscesse bene la realtà e la sua anatomia, tanto da riuscire a replicarla con grande padronanza e verismo.
Un'ultima particolarità: il ventre dell'animale è stato dipinto in prossimità della roccia più sporgente, in modo che la stessa simulasse la rotondità e la tridimensionalità dell'animale.
Qui in basso alcune altre scene della grotta.
scene della grotta di Lascaux storia dell'arte rupestre preistoria paleolitico
scene della grotta di Lascaux
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scene della grotta di Lascaux
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scene della grotta di Lascaux
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scene della grotta di Lascaux
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Le grotte di Lascaux

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Fonti:
- Giorgio Cricco, Francesco Paolo Teodoro, Itinerario nell'arte, Dalla Preistoria a Giotto, Vol1, Bologna, Zanichelli, 2016, pag. 6-9;
- didatticarte.it, 1. Arte Preistorica, https://bit.ly/3edGZGG;
- Proffrana Veronica Biraghi, Storia dell'arte #01: Preistoria, 9 nov 2018, https://bit.ly/3geIBlW;
- Raffaella Arpiani - Arte essenziale, L'arte preistorica-il Paleolitco, 21 set 2020, https://bit.ly/3aiJc2h;
- Raffaella Arpiani - Arte essenziale, La Venere di Willendorf - Le Veneri preistoriche, 21 set 2020, https://bit.ly/3wZ7ect.

Video di approfondimento:
- musteriano, Riproduzione di una amigdala, gennaio 2015 - Amigdala Biface- Archeologia Sperimentale, 15 gen 2015, https://bit.ly/3uZttwQ;
- didattica a distanza by Paola Campanella, La Venere di Willendorf, 13 mar 2021, https://bit.ly/3dnztcR;
- salvatore fazio, Grotta di Chauvet-zanichelli, 2 apr 2020, https://bit.ly/3uZu9Co;
- Gaven borrego, Lascaux Virtual Tour, 26 nov 2018, https://bit.ly/32nqJgv;
- 1chefstellato, Cronache della Storia - La scoperta delle Grotte di Lescaux.divx, 16 ago 2011, https://bit.ly/3x0x4N4.

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