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Photo Gallery| La mia Biennale d'Architettura


La Biennale d'Architettura è la Mostra internazionale di architettura, istituita dalla Fondazione della "Biennale di Venezia" nel 1980, che si svolge a Venezia ogni due anni alternandosi all'Esposizione internazionale d'arte di Venezia. 
E' quindi ovvio che, per un architetto italiano (e non) o uno studente di architettura, sia quasi un dogma la visita almeno una volta nella vita all'Arsenale e ai suoi giardini, dove la mostra si svolge e dove sorgono i Padiglioni dei vari paesi partecipanti.

Quest'anno è stata finalmente la mia volta! Io e la mia partner in crime (per chi ha visto le stories su instagram può capire), ci siamo finalmente regalate quest'esperienza che non poteva non svolgersi insieme!!!

Oltre all'emozione di porte essere in questa mostra tanto chiacchierata nel mondo architettonico, questa mattina ad aspettarci a Venezia c'era anche il fenomeno dell'acqua alta!! 
E chi l'aveva mai vista Piazza San Marco così?? Uno spettacolo!
😄😄



Ma le cose da vedere erano tante, ed allora subito in marcia verso l'Arsenale e le sue esposizioni!


Visita all'Arsenale


Ogni anno, alla Biennale, viene presentato un tema differente, in cui ogni paese ne realizza la propria esposizione ed il tema di quest'anno era 
Freespace che rappresenta la generosità e il senso di umanità che l’architettura colloca al centro della propria agenda, concentrando l’attenzione sulla qualità stessa dello spazio.

Con questo tema la Biennale Architettura 2018 ha presentato al pubblico esempi, proposte, elementi – costruiti o non costruiti – di opere che esemplificano le qualità essenziali dell’architettura: la modulazione, la ricchezza e la materialità delle superfici, l’orchestrazione e la disposizione in sequenza del movimento, rivelando così le potenzialità e la bellezza insite nell'architettura.


Di seguito alcuni video e foto scattate all'interno dell'Arsenale.

 

 








“UNDERCORVER”

Padiglione Perù


La parola “generosità” ha definizioni oramai cadute in disuso. Una di queste è “nobiltà ereditata dagli avi”. La stessa radice genesi ritrova anche nella parola “genesi”. 
Da 4000 anni, in uno dei luoghi più aridi del pianeta, si conservano 447 spazi segreti, ricchi di ignote memorie. 
Queste costruzioni in adobe sono rimaste sepolte dalla polvere dell’oblio. Poiché è quasi impossibile distinguerle, queste architetture vengono scambiate per colline di terra. La loro struttura può tuttavia suggerire nuove strategie applicative, definite dal rapporto che hanno rispetto al vuoto. La generosità di cui sono dotate può essere valutata su livelli diversi, tra cui la trasformazione dell’ambiente grazie a una rete di canali che oggi costituisce l’invisibile sistema che sostiene Lima e i suoi dieci milioni di abitanti. Huacas e canali sono alla base della continuità attuale tra architettura e ambiente. Con Undercover ci proponiamo di rivelare questo patrimonio antico e immaginare le possibilità della futura trasformazione urbana.





THE ARCHITECTURE OF THE COMMON GROUND
Padiglione Ducato di Lussemburgo

Il contributo del Lussemburgo alla 16sima Mostra Internazionale di Architettura si interroga sullo spazio di manovra possibile nel momento in cui l’architettura, sfidando le logiche di mercato, ritorna a concentrarsi sul suo potere creativo e sull'ambizione sociale che le è propria, per dare al pubblico il più ampio accesso possibile alle pur limitate risorse fondiarie, consentendone così la fruizione per scopi comuni. Il trasferimento del padiglione nel nuovo spazio espositivo dell’Arsenale ha offerto ai curatori l’opportunità di evidenziare con una straordinaria panoramica il patrimonio di idee tratte dalla storia architettonica recente e sviluppare le prime sperimentazioni congiunte con i dipartimenti di ricerca della giovane Université du Luxembourg. A fronte della preoccupante realtà del Granducato di Lussemburgo, dove oggi il 92% dei terreni edificabili è in mano a privati, The Architecture of the Common Ground propone una lettura che non intende offrire risposte universali, quanto piuttosto mostrare fin dove possano spingersi gli architetti per contrastare concettualmente la privatizzazione dei terreni.

 

LIFESCAPES BEYOND BIGNESS
Padiglione Emirati Arabi Uniti

 

 

Lifescapes Beyond Bigness esplora l’interazione tra la fisicità dell’architettura e dei luoghi e la coreografia dinamica della vita di tutti i giorni. Il padiglione degli Emirati Arabi Uniti presenta una mostra che indaga i paesaggi architettonici a scala umana. La mostra intende sottolineare il ruolo dell’architettura e dell’urbanistica nella formazione della coreografia della vita quotidiana delle persone. Indaga in particolare il ruolo dei paesaggi “quotidiani” nel contenere, migliorare e facilitare le attività sociali di ogni giorno. La vita quotidiana, o la coreografia dei paesaggi di vita negli EAU, è stata analizzata attraverso una selezione da parte dei curatori di tipologie e luoghi diversi tratti da vari paesaggi degli EAU. Scopo della mostra è presentare un’esplorazione delle loro caratteristiche e tipologie fisiche; i ritmi comportamentali di vita e le tradizioni progettuali che li hanno plasmati. I visitatori sono inoltre invitati a sperimentare gli importanti paesaggi spesso trascurati nella percezione comune del mega sviluppo negli Emirati Arabi Uniti.





Area esterna Arsenale


 

ARCIPELAGO ITALIA
Il Padiglione Italia

Affidato alla cura dell’architetto Mario Cucinella il padiglione Italia alla Biennale Architettura Venezia si compone di 5 progetti, 8 itinerari e diverse attività collaterali.
L’obiettivo è trasmettere l’anima di quei territori lontani dall'immaginario delle metropoli, detentori di un patrimonio culturale inestimabile, che pongono l’Italia in discontinuità rispetto all'armatura urbana europea.
A raccontarli è un Docufilm, prodotto da Rai Cinema, proiettato all'inizio del percorso, che fa da introduzione alla prima tesa. Otto grandi libri, metafora di una guida cartacea, permettono di approfondirli tracciando altrettanti itinerari, lungo i quali scoprire i possibili nessi di continuità tra una selezione di architettura contemporanea, i borghi storici, i cammini e altre rilevanti iniziative.
La seconda tesa è l’esito del percorso progettuale a più voci, multidisciplinare e inclusivo, coordinato dal curatore e dal suo staff, e condotto da un Collettivo in cui confluiscono sei studi di architettura emergenti, in collaborazione con le Università locali e diverse professionalità eccellenti nell'ambito dello studio dei luoghi.
In questo spazio, lasciato libero e fruibile nella sua interezza, un grande tavolo riproduce l’Arcipelago Italia e i cinque progetti prototipo.


 

  



BUILDING A FUTURE COUNTRYSIDE
Il Padiglione Cina

L’imponente installazione della Cina guarda al futuro dello sviluppo rurale nel paese (da qui il titolo del progetto) e s’interroga su come nuove forme di tecnologia potrebbero essere utilizzate per creare nuovi edifici per comunità autosufficienti.
Tra le mostre di spicco figurano un modello di tetto in bambù a forma di otto e una torre panoramica costruita dai resti di una casa demolita, originariamente costruita nella provincia dello Yunnan e inviata direttamente a Venezia in occasione della Biennale.
Tecnologia che sempre più entra a far parte del mondo dell’architettura e del design.
Presente anche un’installazione interamente stampata in 3D, progettata da Archi-Union e chiamata “Cloud Village”.

 





 

Visita ai Giardini dell'Arsenale




 





BECOMING
Padiglione Spagna

becoming mostra l’architettura spagnola attraverso le opere di un’eccellente cerchia di architetti formati in patria (in cui le donne sono in numero maggiore degli uomini). Essi invocano un ripensamento delle condizioni in cui si attua l’apprendimento, abbandonando schemi predefiniti. becoming si concentra sulle azioni, i discorsi e i prodotti degli studenti e, attraverso una grande mole di pensiero critico, vuole dimostrare la complessità della nostra logica operazionale, cercando di trasformarla in sistemi semplici come le coreografie della vita quotidiana stessa, accessibili a tutti i cittadini.
becoming apre le porte a un’atmosfera ignota in cui gli studenti costruiscono i conflitti, i bisogni e altri modi di vivere il mondo. A questo scopo, becoming disegna uno strato informativo sul padiglione progettato da Vaquero Palacios nel 1952. 
Sulle pareti, fisiche e virtuali (b-e-c-o-m-i-n-g.com), quattrocento opere, provenienti da ambienti educativi spagnoli e raccolti attraverso un bando, raccontano l’architettura del futuro.







WORK, BODY, LEISURE
Padiglione Olanda

Il padiglione tratta le configurazioni spaziali, le condizioni di vita e le nozioni del corpo umano generate dai cambiamenti dirompenti nell'etica e nelle condizioni del lavoro. 
Il progetto incoraggia creatività e responsabilità in campo architettonico in risposta alle emergenti tecnologie dell’automazione. La curatrice, Marina Otero Verzier, ha concepito il padiglione come una ricerca internazionale: Amal Alhaag a“ronta le tecnologie del corpo e il modo in cui esse sono influenzate dal concetto di cyborg, corpo schiavizzato ed etnografico
Beatriz Colomina rilegge il letto come peculiare architettura orizzontale nell’epoca dei social media e guarda al suo utilizzo come spazio di lavoro che trasforma la prestazione. Marten Kuijpers e Victor Muñoz Sanz esplorano l’architettura della piena automazione nella città di Rotterdam. Simone C. Niquille svela i parametri insiti nei software di progettazione che modellano gli spazi e i corpi ottimizzati ai fini dell’e“icienza, dell’ergonomia e dell’interazione uomo/macchina. Mark Wigley rivisita New Babylon di Constant e ne discute la proposta di un’architettura e una società alternative in cui il lavoro umano diventa superfluo. I partecipanti alla mostra verificano e pubblicano i risultati durante e dopo la Biennale Architettura del 2018.

 

 

MIND-BUILDING
Padiglione Finlandia
Alvar Aalto

In occasione della 16sima Mostra Internazionale di Architettura, il padiglione finlandese affronta il tema FREESPACE con uno studio sull'architettura delle biblioteche e degli spazi bibliotecari pubblici. 
Un tempo la biblioteca pubblica era percepita come simbolo delle aspirazioni sociali più progressiste; oggi assume, invece, la forma di un terreno comune esente da logiche commerciali, un luogo in cui coltivare la libertà intellettuale e creativa. Uno spazio libero per imparare, creare e condividere. 
La biblioteca pubblica del Ventunesimo secolo è un “monumento popolare”: uno spazio pubblico non commerciale, aperto a tutti, gratuito, di proprietà comune, a vantaggio di tutti coloro che lo vivono e lo utilizzano. 
La mostra esplora lo sviluppo dell’architettura delle biblioteche finlandesi attraverso una serie di esempi architettonici – inquadrati nei rispettivi contesti storici e teorici di riferimento – e contemporaneamente rivolge l’attenzione alle biblioteche del futuro, illustrando l’esempio recente della nuova Biblioteca centrale di Helsinki, progettata dallo studio ALA Architects, che verrà inaugurata nel dicembre 2018. La mostra comprende anche un’installazione che trasforma il padiglione finlandese in uno spazio bibliotecario temporaneo.

 


 






ANOTHER GENEROSITY
Padiglione Paesi Nordici
(Finlandia, Norvegia e Svezia)

La struttura gonfiabile progettata da Sverre Fehn per l’Expo di Osaka era per molti versi l’interpretazione scandinava del tema della capsula abitabile, vera ossessione di quel Movimento Metabolista giapponese che proprio con l’esposizione universale del 1970 raggiunse l’apice della sua parabola. A questo illustre precedente alludono i grandi palloni ad aria, voluti per questa Biennale dai curatori Eero Lundén e Juulia Kauste, come protagonisti di un’installazione che si propone di mettere in discussione un approccio unicamente antropocentrico all'architettura. 
Queste bolle reagiscono e si modificano non in relazione diretta con la presenza dei visitatori – che da parte loro oscillano tra la curiosità di scoprirne il contenuto e la paura di essere risucchiati ­– ma piuttosto in funzione dei parametri luminosi e climatici dell’interno del padiglione. Così, le loro forme e colori variabili derivano direttamente da condizioni ambientali, che rendono visibili tramite le loro evoluzioni. 

 


 

 


 





 




SVIZZERA 240, HOUSE TOUR
Il Padiglione Svizzera 

Premiato come il miglior padiglione della Biennale 2018, il Padiglione della Svizzera è un’installazione coinvolgente, il cui focus è sulla graduale riduzione degli spazi che la società si trova ad affrontare. Svizzera 240: House Tour genera una experience che ricorda gli ambienti di Alice in Wonderland, dove spazi, arredi e oggetti diventano enormi o eccessivamente piccoli, le finestre si affacciano sul nulla e i consueti canoni dell’abitare vengono decisamente scardinati.
Svizzera 240 celebra la promessa dell’immagine disadorna costruendone la controparte teatrale, il tour della casa, all'interno del padiglione svizzero. In questo tour, la promessa progettuale del controllo su scala, organizzazione e funzione è indebolita dalle carenze rappresentative dell’immagine per evidenziare la plasticità latente del più popolare habitat del mondo.

 


CCS - ESPACIO REBELDE
Padiglione repubblica Bolivariana del Venezuela

Il futuro di una città è intimamente legato ai suoi spazi liberi e pubblici con una marcata funzione sociale. Gli spazi liberi di Caracas sono gli spazi ribelli, per usi che sorgono e insorgono: rioccupati, rivalorizzati e riabitati perché a goderne siano le comunità. In questi spazi sono stati sviluppati dei programmi polifunzionali con differenti destinazioni d’uso: il parco con l’edilizia sociale e i viali, come l’asse urbano di Avenida Bolívar - Bulevar de Sabana Grande; il parco con le istituzioni; il parco con la base aerea militare come il parco Simón Bolívar a La Carlota; spazi residuali e sottoutilizzati che determinano nuove dinamiche, come il parco Hugo Chávez a La Rinconada. I nuovi spazi liberi democratizzano e riprogrammano gli usi del territorio urbano, opponendosi alla speculazione in atto nella città con destinazioni d’uso ed edilizia a carattere sociale che vanno nella direzione opposta. Nascono nuovi impianti e spazi pubblici che riconfigurano il diritto alla città. In CCS – Espacio Rebelde la città non è un problema di esperti urbanisti, designer o architetti, né una questione riservata alle élite: è un processo di consensi inclusivi, costruzione collettiva e patto con la comunità.

  




STATION RUSSIA
Padiglione Russia


Il padiglione si trasforma in stazione ferroviaria, elemento di importanza storica per il paese. L’esposizione, dedicata al passato, presente e futuro delle ferrovie russe, è suddivisa in cinque sezioni. 
The Geography of Free Space illustra la rete ferroviaria che copre l’immenso territorio disabitato russo. 
The Architectural Depotaccoglie una selezione di progetti storici e recenti di stazioni ferroviarie. La prima Vauxhall russa a Pavlovsk ha qui un ruolo di primo piano.
The Waiting Hall of the Future propone la visione dello sviluppo, intitolato A Dichotomy of Free Space, del piazzale di una delle stazioni ferroviarie capolinea più trafficate del centro di Mosca. 
Al piano inferiore è allestita The Crypt of Memories, con armadietti in acciaio contenenti manufatti storici originali, in cui sono gli oggetti smarriti a raccontare una storia. 
Nell’ultima sezione, intitolata Aboard the Free Space, il film Sette giorni in sette minuti descrive il viaggio in treno da Mosca a Vladivostok: uno sconfinato paesaggio invernale per sfuggire alla calura veneziana.

 

 


 

 



UNBUILDING WALLS
Padiglione Germania

Entrando nel padiglione tedesco, ci si trova di fronte a quello che sembra essere un muro solido, continuo. Quando ci si avvicina, il muro si rivela essere formato da una serie di frammenti. Sul retro di ciascuno si possono trovare i dettagli di un edificio o di uno spazio situato lungo il percorso del Muro di Berlino.
La riflessione è proprio sull'impatto che barriere e recinzioni hanno sugli spazi pubblici, città e interi paesi.
Analizzando gli studi architettonici per l’ex striscia di confine, Unbuilding Walls si interroga sul passato di questo singolare vuoto al centro di una nuova capitale. La molteplicità dei vari approcci, tipologie, protagonisti ed esiti, rivela la portata dei dibattiti e delle soluzioni in ambito architettonico. Prendendo spunto dall'esperienza del confine tra le due Germanie, la mostra si interroga anche sulle barriere, gli sbarramenti e i muri contemporanei in un’ottica extra-nazionale. Un team di giornalisti ha visitato varie linee di confine nel mondo per la video-installazione Wall of Opinions, in cui le persone che oggi convivono con i muri hanno parlato della propria condizione.



 


UNCEDED: VOICES OF THE LAND
Padiglione Canada

Dopo i lavori di restauro che ne hanno ripristinato il progetto originale del 1957, il padiglione canadese viene inaugurato con la mostra Canada Builds/Rebuilds a Pavilion in Venice, che ne ripercorre la storia architettonica. Per celebrare il 60° anniversario del padiglione e il suo restauro, condotto secondo i criteri più avanzati, oggetto della mostra è l’edificio stesso. 
Le quattro sezioni tematiche includono: la commissione del padiglione; il progetto dello studio BBPR (Banfi, Belgiojoso, Peressutti, Rogers); la vita del padiglione come spazio espositivo di arte e di architettura; il progetto di restauro condotto dalla National Gallery of Canada in stretta collaborazione con l’erede dei BBPR, Alberico Barbiano di Belgiojoso, La Biennale di Venezia e la Soprintendenza per l’archeologia, belle arti e paesaggio di Venezia.
Sotto la guida de La Biennale di Venezia, l’architetto paesaggista Cornelia Hahn Oberlander, membro dell'Order of Canada, e Bryce Gauthier hanno collaborato con la Soprintendenza per l’archeologia, belle arti e paesaggio di Venezia alla riprogettazione del paesaggio circostante il padiglione canadese.

 

  

  




 



 





MUROS DE AR/WALLS OF AIR
Padiglione Brasile

Muros de Ar/Walls of Air esplora le modalità con cui leggere, sfidare e infrangere i confini materiali e immateriali del Brasile e della sua architettura. Accoglie la proposta FREESPACE come una provocazione per mettere in discussione le diverse forme di muri che strutturano, su più scale, il territorio brasiliano, ma anche per ripensare i confini disciplinari propri dell’architettura e la sua relazione con gli altri campi del sapere. 
I dettagliati disegni di Walls of Air rendono visibili le forme di separazione spaziale e concettuale che sono il risultato dei processi di urbanizzazione susseguitisi in Brasile. Oltre alle 10 grandi cartografie, il padiglione presenta, nella sala d’ingresso, disegni e modelli di 17 progetti architettonici da 9 città brasiliane. I progetti, disegnati da giovani o da già affermati architetti locali, riflettono la possibilità di concepire l’architettura come mezzo per riconcettualizzare le barriere all'interno delle nostre città.


 

Infine, qualche scorcio del nostro rientro a casa passando dalla meravigliosa Piazza San Marco.



Fonti:
- Fondazione la Biennale, https://www.labiennale.org/it
- Tosilab, 06 Giu 2018, I 10 padiglioni da non perdere alla Biennale Architettura Venezia 2018, https://goo.gl/DuRg78
- Domus, Alessandro Benetti, 08 Giu 2018, Padiglione dei Paesi Nordici: Another Generosity, https://goo.gl/2x1zFM


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