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L'arredo di corte

Gli arredi originali presenti nel Palazzo dei Normanni permettono ai visitatori appassionati di fare un salto storico nella quotidianità vissuta a palazzo.
Nella sala di Ruggero II in particolare è stato per me impossibile non rimanere affascinata dal tavolo dorato dai tipici elementi neoclassici.
Cat and Architect
Non molti sanno infatti che negli arredi, come nelle architetture di chiese e dei monumenti, esistono degli elementi e delle caratteristiche che permettono a colpo sicuro di collocare storicamente quel determinato manufatto e che di esso ne descrive gli usi e la simbologia.

Se infatti dalla forma spirale della voluta di un capitello, riusciamo a riconoscere lo stile e le origini ioniche di un capitello e del tempio di cui fa parte; se dalle merlature di coronamento tipiche degli edifici medievali, ne riusciamo ad immaginare l’utilizzo di difesa militare; tanto può fare anche il sostegno zoomorfo dorato di un piccolo tavolo.
  
Lo stile neoclassico lo si legge infatti dalla riproposizione di tutti quegli elementi che caratterizzarono la nuova passione archeologica estremizzata negli arredi come in tutte le arti.
Con la scoperta degli scavi archeologici di Pompei ed Ercolano, che avvenne proprio in questi anni, le forme della classicità vennero caricate di significati associativi all'antico e glorioso impero romano. Questi furono quindi, propagandisticamente, riassociati al nuovo impero Napoleonico e ridistribuiti nelle varie corti europee dove non mancava la continua gara dell’arredo più lussuoso.
 
Non di meno furono i Borboni delle Due Sicilie che, con Ferdinando III fecero ristrutturare il Palazzo che visse in questi anni, con la loro permanenza (a seguito della fuga da Napoli conquistata da Napoleone), la stagione di maggiore operosità e sontuosità, dopo la fase cinquecentesca in cui il palazzo ebbe un uso prettamente militare.
All'abbellimento decorativo delle sale di rappresentanza, delle sale private dei sovrani e dei corridoi, seguirono di pari passo il loro arricchimento con lussuosi arredi come proprio il tavolino dorato della Sala di Ruggero.
 
Interni del Palazzo dei Normanni
L’uso delle foglie d’oro e dei marmi preziosi, come rivestimento di queste piccole opere d’arte sono solo alcuni degli elementi tipici di questo nuovo gusto classico: vittorie alate, con la corona d’alloro nella mano tesa, trofei, corni dell’abbondanza, fasci romani, aquile, teste d’ariete, torce fiammeggianti, frecce incrociate ecc. Sostegni di tavoli e sedili piegati a sciabola, a “citazione” delle Klismos greche, il rinforzo ad x congiunto da una traversa riccamente decorata, gli elementi floreali che ricoprono tutta la struttura superiore e che finiscono delicatamente sui sostegni zoomorfi romani, erano tutti chiari riferimenti della presenza viva di una cultura millenaria greco-romana che aveva conquistato e dominato il mondo allora conosciuto e che si riproponeva di presto di rinascere sotto nuove forme imperiali.


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