Translate

ArchiPills| Campo dei Miracoli, Pisa

Oggi ti porto a visitare uno dei centri storico-artistici più famosi e d'Italia, una delle più gettonate mete turistiche da parte dei turisti stranieri e non, ovvero il Campo dei Miracoli di Pisa. 

fonte immagine

La prima domanda da fare è: 

Perché "Campo dei Miracoli"?

L’origine del nome è da attribuire a Gabriele D’Annunzio che nel 1910 nel suo “Forse che sì, forse che no” scrive:

“L ’Ardea roteò nel cielo di Cristo, sul prato dei Miracoli.”

Il Prato dei Miracoli diventa poi negli anni il Campo dei Miracoli e quindi la Piazza dei Miracoli.

Ma cosa intendeva D’Annunzio riferendosi ai Miracoli?
La Piazza accoglie al suo interno i luoghi in cui si celebrano i principali momenti della vita religiosa, che D’Annunzio definisce i “miracoli”: nel Battistero si dà inizio alla vita religiosa, il Duomo è il luogo in cui si svolge la vita religiosa dei cittadini di Pisa e per finire il Camposanto accoglie la fine della vita terrena.

Preparati quindi, perchè quello di oggi sarà un'approfondimento storico-architettonico sul Romanico Pisano, di cui questi monumenti ne rappresentano la massima espressione.

Non hai voglia di leggere? 
Schiaccia play e ascolta
- i video sono lezioni da me preparate per ragazzi del liceo, 
per cui non stranirti se mi sentirai rivolgermi a te con "ragazzi", 
se farò riferimento a "lezioni precedenti", e se l'esposizione è piuttosto semplificata.
Trovi comunque tutto descritto nel post -



Contesto Storico-Architettonico

Storicamente siamo quindi intorno all'anno mille e dal punto di vista artistico assistiamo all'imposizione di questo stile artistico un po' in tutta Europa. Stile ancora molto legato alla tradizione costruttiva romana (da cui prende appunto il nome) che riesce però ad evolversi, differenziarsi e caratterizzarsi  nelle varie arie di diffusione.
Infatti, in particolare in Italia, assistiamo alla cosiddetta "regionalizzazione" del Romanico e questo perchè ogni regione e/o città riesce a presentare peculiarità differenti sia per condizioni politiche-economiche differenti; sia per la reperibilità dei materiali, quindi per un fattore prettamente pratico. 
In questo secolo la regione Toscana vive un periodo particolarmente felice dal punto di vista politico ed economico, grazie anche alla sua posizione piuttosto strategica: è inserita nelle rotte e nei flussi commerciali del Mediterraneo  (via mare e via terra) e anche una di quelle rotte che in questo momento storico rappresentano le "vie di Pellegrinaggio".

Il Romanico in Toscana si sviluppa principalmente per due vie, quelle che verranno anche chiamate "Scuole": il Toscano-Pisano e il Toscano-Fiorentino.
Le città più importanti di questo periodo e stile sono proprio la Repubblica marinara di Pisa e il Libero Comune di Firenze, con le due rispettive tipologie architettoniche differenti.
Infatti, mente a Firenze inizia a diffondersi un tipo d'Architettura definita "disegnata" caratterizzata dal contrapporsi del marmo bianco di Carrara e il verde serpentino di Prato che permettono letteralmente di disegnare e geometrizzare intere facciate; a Pisa, città cosmopolita, l'Architettura è il frutto del mescolarsi di culture e stili differenti.

Il Duomo di Santa Maria Assunta

Il Duomo fa parte di questo famoso complesso architettonico, all'interno della nostra Piazza dei Miracoli, e che fu fatto costruire per esaltare il prestigio della città di Pisa, nel suo massimo momento economico e politico.

fonte immagine

La costruzione iniziò quindi con il più importante fra questi edifici, il Duomo dedicato a Santa Maria Assunta, di cui sappiamo da un'epigrafe riportata sulla facciata della Cattedrale che essa fu costruita grazie ad un bottino di guerra ottenuto contro gli Arabi a Palermo (Pisa, infatti sosteneva i Normanni nella conquista della Sicilia).

La Cattedrale è l'unica architettura presente nella Piazza ad essere stata realizzata e completata nel periodo Romanico.

L'inizio della costruzione risale infatti al 1063 e ne conosciamo anche i nomi dei vari architetti che succedettero durante la sua realizzazione.

fonte immagine

Il primo fu Buscheto a cui seguì l'architetto Rainaldo, un centinaio di anni dopo, il quale si occupò di svilupparne la lunghezza e concludere la progettazione della facciata. Il completamente della facciata non fu quindi di Rainaldo, ma di un ulteriore architetto, chiamato Guglielmo.

La Cattedrale ha enormi dimensioni, misura quasi 100 metri. Presenta una pianta longitudinale  - anche se originariamente aveva una pianta a croce greca che, come detto, solo con Rainaldo si sviluppò longitudinalmente. Oggi è quindi a croce latina, con ben cinque navate nel corpo centrale e altre tre nel transetto, che quindi acquisisce l'importanza di una vera e propria navata.

Come potrai facilmente notare, tutte le navate - la centrale e le laterali del transetto - sono caratterizzate dalla chiusura absidata, ovvero tramite quella caratteristica struttura architettonica romana a pianta semicircolare.

Osserviamo nel dettaglio la facciata: potrai notare innanzitutto la preziosità dei materiali - la Toscana è da sempre un luogo in cui il marmo è un materiale di facile reperibilità - che attirano la nostra attenzione per l'alternarsi di cromie a fasce bianche e grigie.

fonte immagine

La facciata dalla tipica forma a salienti (o a doppio spiovente, termine con cui si indica una facciata che presenta una successione di spioventi, solitamente corrispondenti all'importanza delle navate interne) è suddivisa in cinque ordini differenti.

Abbiamo quindi un primo ordine caratterizzato da arcate cieche sorrette da una serie di semicolonne (mezza colonne addossate alla parete) che, in tre casi, incorniciano i tre portali principali.


 

Ti faccio notare un elemento particolare costituito dalle Losanghe, che puoi vedere presenti nelle arcate cieche. Le losanghe sono un motivo ornamentale romboidale armeno, quindi dell'area turca, che quindi rientrano in quella logica di "cosmopolitismo" che la città di Pisa voleva ostentare.


Inoltre possiamo notare che, oltre i marmi bianchi e grigi prevalentemente presenti su tutta la struttura, qui vi sono altri marmi colorati che permettono la realizzazione di tarsie marmoree un po' su tutta la facciata e anche nei perimetri laterali.

Salendo, gli altri quattro ordini presentano un profondo loggiato - elemento di origine lombarda, anch'esso quindi importato - realizzato con le semicolonne corinzie che sorreggono archi a tutto sesto.

Dietro il loggiato si aprono una serie di monofore (finestre ad un apertura) e delle bifore (finestre a due aperture) principali fonti di illuminazione dell'interno della Cattedrale.

E' sorprendente come questo loggiato sia meravigliosamente decorato con una serie di rilievi e tarsie marmoree. 

Famosi sono poi i capitelli corinzi, con la loro particolarità di avere delle forme antropomorfe, ovvero ricordano parti di figure umane, in questo caso in particolare dei volti e per questo vengono definiti "Protomi".

fonte immagine

Spostandoci di fianco potremo notare come la teoria delle arcate cieche continui nel primo ordine con le stesse decorazioni a losanga, mentre nei due ordini superiori si alternano una serie di lesene (pilastro sporgente dalla parete muraria con funzione decorativa) decorante anch'esse con tarsie marmoree e losanghe; mentre nell'ultimo piano ritroviamo un'ulteriore serie di arcate cieche con monofore che illuminano direttamente la navata centrale.

fonte immagine
Tutto questo motivo decorativo prosegue lungo il perimetro della Cattedrale fino ad arrivare all'abside dove ritroviamo la teoria del loggiato.

Il loggiato è un elemento caratterizzante tutte le architetture della Piazza, con i suoi giochi di luci e ombre permette di ricreare il senso di tridimensionalità delle facciate, mantenendo allo stesso tempo un senso di leggerezza.

L'interno del Duomo

L'interno appare molto solenne grazie alle sue dimensioni e presenta subito una particolarità differente dalle Cattedrali Romaniche sparse per l'Europa. Infatti, qui non troviamo ancora le volte a crociera, ma un soffitto a capriate lignee lineare (probabilmente ancora un retaggio del mondo classico).

fonte immagine

I cassettoni, tutti decorati e dorati, che però oggi ammiriamo sono postumi, ovvero del 17esimo secolo mentre originariamente era possibile vedere la struttura originaria del tetto a capriate.
fonte immagine

L'unico punto in cui questa profondità viene interrotta è costituita da un serie di arconi  molto particolari, presentano infatti una forma ogivale (di origine araba, ulteriore elemento cosmopolita).

    
Arco Ogivale

Anche qui ritroviamo la suddivisione delle navate tramite colonne corinzie  (elementi di spolio provenienti da Palermo), colonne che sorreggono una serie di archi a tutto sesto e che a loro volta a sorreggono un matroneo (loggiato interno riservato alle donne) molto ampio e ben praticabile, costituito da una serie di bifore e colonnine alternate a pilastri decorati con marmi bicromi

fonte immagine

Tutto l'interno è avvolto da queste fasce decorative bianche e nere.

fonte immagine

Anche la Cupola presenta una particolarità, essa infatti non è emisferica come da tradizione romanica, ma ellittica - motivo architettonico anch'esso arabo.

fonte immagine


Il Battistero di San Giovanni

fonte immagine

E' il battistero più grande del mondo - la sua circonferenza misura 107,24 m, mentre la larghezza della muratura alla base è due metri e 63 cm, per un'altezza di 54 metri e 86 centimetri - e la sua costruzione iniziò a metà del XII secolo: «1153 mense Augusti fundata fuit haec...», ovvero «Nel mese di agosto 1153 fu fondata...» (1153 nel calendario pisano corrisponde al 1152) a firma di «Diotisalvi magister...», come riporta un pilastro all'interno dell'edificio, a sostituzione di un precedente battistero, più piccolo, che si trovava a nord-est della Cattedrale, dove ora si trova il Camposanto.

Notiamo subito il suo impianto a pianta centrale circolare e la sua collocazione planimetrica, disposta esattamente in asse alla facciata del Duomo. 

Analizziamo l'esterno: anche qui ritroviamo la suddivisione in quattro ordini. Il primo e il secondo riprendono l'estetica della facciata del Duomo, infatti ritroviamo al pian terreno una serie di arcate cieche sorrette da semicolonne corinzie e al piano superiore un finto loggiato ("finto" perchè di fatto non abbiamo la stessa "balconata" che invece ritroviamo al Duomo, ma una riproposizione di piccole arcatelle cieche che comunque rispettano l'estetica del complesso architettonico della Piazza).

fonte immagine

All'interno delle arcate cieche e del finto loggiato troviamo una serie di monofore che permettono l'ingresso della luce nell'edificio. Al di sopra di esse, spiccano degli strani elementi "cuspidati", delle vere e proprie decorazioni tipiche gotiche. Questo perchè la prosecuzione dei lavori della "fabbrica" fu affidata qualche secolo dopo a Nicola Pisano (famoso scultore e architetto italiano, tra i principali maestri della scultura gotica), il quale, susseguito a Diotisalvi, per il completamento del secondo registro (il terzo venne invece eseguito sotto la direzione del figlio Giovanni Pisano), al quale lavorò dal 1260 circa su commissione dell'arcivescovo Federico Visconti. Al Battistero fece costruire un ordine di sessanta archetti su colonnine, sormontati da una cuspide per ogni coppia, e suo sarebbe anche il progetto per il profilo esterno della cupola, che all'epoca di Diotisalvi era stata costruita a cono rovesciato. La leggera e ritmata fascia di Nicola, più vibrante rispetto alla zona inferiore con gli archi ciechi a tutto sesto, diede un armonioso e dinamico effetto visivo ascensionale.

fonte immagine

L'ultimo ordine è costituito dalla Cupola dalla forma particolare: sembra infatti essere il risultato della somma di due volumi, una semisfera e un cono capovolto.

Questo perchè originariamente la cupola era costituita nella particolare forma troncoconica, come quella della chiesa degli Ospitalieri a Pisa, sempre dello stesso architetto, che copre solo il giro interno di pilastri (la tecnica costruttiva per una cupola emisferica o poligonale di grandi dimensioni era all'epoca quasi ignota). 

fonte immagine

Il progetto di Diotisalvi voleva essere quello di citare architettonicamente sia la Cupola della Roccia (ritenuta costruita sulle rovine del Tempio di Salomone) nella parte esterna, sia l'Anastasis della Basilica del Santo Sepolcro nella parte interna, entrambi a Gerusalemme. Successivamente i lavori furono proseguiti da Nicola e Giovanni Pisano che, come abbiamo detto, modificarono il battistero in stile gotico con la loggia e la cupola emisferica (di fatto un tiburio) che nasconde quella piramidale.

fonte immagine

All'interno del Battistero troviamo una serie di eleganti colonne corinzie che si alternano ad una serie di pilastri con altrettanti capitelli corinzi, per formare volte a crociera, e che separano il vano centrale (sopra il quale ritroviamo la cupola) e il deambulatorio (corridoio esterno, realizzato per permettere ai fedeli di visitare il battistero senza disturbare le cerimonie che si svolgono nel vano centrale).

Al centro ritroviamo infatti, la fonte battesimale con la tradizionale forma ottagonale.

fonte immagine

Al di sopra di queste arcate, si sviluppa il matroneo decorato con lo stesso motivo marmoreo bianco e grigio del Duomo.

L'interno ricrea quindi le ambientazioni classiche conferito da una distribuzione centrale della pianta che richiama gli antichi templi greci e i ninfei.


La Torre Campanaria
fonte immagine

Famosa per la sua particolare pendenza, è il campanile della Cattedrale di Santa Maria Assunta, simbolo di Pisa e fra i simboli iconici d'Italia
Si tratta di un campanile a sé stante alto 57 metri (58,36 metri considerando il piano di fondazione) costruito nell'arco di due secoli, tra il dodicesimo e il quattordicesimo secolo. Con una massa di 14.453 tonnellate, vi predomina la linea curva, con giri di arcate cieche e sei piani di loggette.
Questa torre iniziò a dare i primi segni di cedimento, dovuti - ormai lo sappiamo con certezza - all'instabilità del terreno, già durante la costruzione, quindi intorno al 1174.
Infatti alla realizzazione del secondo giro del loggiato mostrò segni di cedimento, che continuarono ad aggravarsi coi secoli.
Fonte immagine
Ciò nonostante un secolo dopo si decise di proseguire con i lavori, che portarono alla completa erezione di tutta la torre, fino alla cella campanaria, conclusa infatti intorno al quattordicesimo secolo.
La caratteristica architettonica che coinvolge tutte le architetture della Piazza, la ritroviamo anche qui: ovvero la suddivisione degli ordini, o piani, in loggiati nei piani superiori; il piano terra costituito da una serie di arcate cieche, sorrette da colonnine corinzie; e  infine la ripetizione della decorazione a losanghe.
fonte immagine
Il loggiato, in questo caso è un elemento profondo, che prosegue per ben sei ordini, e che viene concluso nella parte apicale con la vera e propria cella campanaria, dove ritroviamo la tematica degli archi ciechi e l'utilizzo dei marmi bianchi e grigi.

Nel corso dell'Ottocento il campanile fu interessato da importanti restauri, che portarono, ad esempio, all'isolamento del basamento della torre. I lavori, effettuati sotto la direzione di Alessandro Gherardesca, contribuirono a sfatare definitivamente la teoria, sostenuta da alcuni studiosi dell'epoca, secondo la quale il campanile sarebbe stato pensato pendente sin dalla sua origine.
fonte immagine
Difatti, i saggi del terreno effettuati durante i restauri portarono alla luce la presenza di una notevole quantità di acqua sotterranea che rendeva cedevole il terreno. Per far fronte a questo problema, ne vennero aspirate grandi quantità dal sottosuolo con l'ausilio di pompe, ma ciò favorì il fenomeno della subsidenza e il conseguente aumento della pendenza della torre.
Negli ultimi decenni del XX secolo l'inclinazione aveva subito un deciso incremento, tanto che il pericolo del crollo si era fatto concreto. Nel 1993 lo spostamento dalla sommità dell'asse alla base era stato valutato in circa 4,47 metri, ovvero circa 4,5 gradi.
fonte immagine
Dal 2001 la torre è stata nuovamente resa sicura e agibile, dopo una serie di lunghi e impegnativi lavori di restauro e consolidamento (iniziati nel 1990), con applicazione temporanea di tiranti di acciaio e contrappesi di piombo (fino a 900 tonnellate) e sottoescavazione, riducendo così la pendenza riportandola a quella che, presumibilmente, doveva avere 200 anni prima. 

fonte immagine

fonte immagine
Inoltre, si è consolidata la base in modo che consentirà, secondo gli esperti, di mantenere in sicurezza la torre per almeno altri tre secoli, permettendo così l'accesso ai visitatori.

Ti suggerisco per approfondire, la visione della puntata di
 "Meraviglie La Penisola dei tesori" su Pisa,



Potrebbe interessati:




Commenti

I post più letti questa settimana

Il potere dei colori nell'arredo

Sai riconoscere gli Stili d'Arredo?

SEGUIMI SU ⬇️

NEWS D'ARCHITETTURA E DESIGN