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Design Hunter| Lampada da tavolo Tiffany Wisteria 1902

La famosa lampada Tiffany Wisteria con il suo particolarissimo paralume in pieno stile Art Nouveau, realizzato artigianalmente nei suoi duemila pezzi di vetro colorato,  fu ideata nel laboratorio newyorchese di Louis Comfort Tiffany.

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Sebbene sia stato Louis Comfort Tiffany (figlio di Charles Lewis Tiffany, cofondatore della famosa società di gioielleria Tiffany & Co.) in persona ad avviare il progetto, non fu lui il designer realizzatore della lampada, come erroneamente si è ritenuto per oltre 100 anni, ma l'artista Clara Driscoll (1861-1944), capo della sua squadra per la lavorazione del vetro.

Clara Driscoll in una stanza di lavoro con Joseph Briggs, un dirigente di lungo corso dei Tiffany Studios (1901).
Lo Studio di Tiffany, che inizialmente si occupava della realizzazione di design di interni e nel disegno di vetrate colorate, nella cosmopolita New York della fine del 1800, guadagnò popolarità dopo la Fiera Mondiale Colombiana a Chicago del 1893, dove Tiffany  espose le sue lampade in una cappella di stile bizantino, riuscendo ad ottenere l'attenzione anche da parte di direttori di musei europei, come Wihelm Bode  e Julius Lessign - musei statati di Berlino - che acquistarono alcuni pezzi da integrare alle loro collezioni e permisero alla produzione Tiffany di approdare anche nel vecchio continente.
Riproduzione dell'esposizione di alcune lampade della Tiffany Chapel del 1893 realizzate per la Fiera mondiale di Chicago, ricostruita al Morse Museum di Winter Park, in Florida. (photo credit Sheila Scarborough)
Prima di arrivare alla realizzazione della Wisteria, nel 1894 Tiffany brevettò il vetro iridescente Favrile nel 1894 e solo un anno dopo iniziò la produzione di paralumi in vetro colorato. Costruita con piccoli pezzi di vetro colorati come pietre preziose in tinte blu, viola, verde e giallo, la lampada doveva simulare un glicine in fiore (in inglese "wisteria").
Inizialmente alimentate a cherosene, fu grazie all'amico Thomas Edison che si riuscì a adeguarle all'utilizzo tramite lampadine elettriche in commercio dal 1880.
Tutto era fatto a mano: sul vetro si tracciavano i contorni di forme simili a petali, che venivano ritagliate con speciali pinze e poi unite a sottili fogli di rame che divenivano parte integrante del design.

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La maggioranza delle lampade Tiffany si possono raggruppare in una delle seguenti sette categorie:

Le lampade con Bordo superiore e inferiore irregolare recano un margine a corona traforata che aiuta a simulare un ramo, un albero o un arbusto. 

La categoria Favrile, che significa fatta a mano, identifica le prime lampade che Tiffany fabbricò con questa etichetta. Le sue iniziali LCT più tardi sostituirono il marchio Favrile.

La categoria Geometrica, dove gli artigiani usavano forme come triangoli, quadrati, rettangoli e ovali per formare i modelli per queste lampade.

Il gruppo Transizione di fiori, che è suddiviso nelle lampade del Cono e del Globo fiorito. Tutte queste lampade seguono un disegno naturale o botanico usando fiori, libellule, ragni con le tele, farfalle e piume di pavone. La differenza tra queste due categorie minori è nelle forme delle lampade, fondamentalmente un cono e un globo.

Collezione di lampade Tiffany del Museo di belle arti della Virginia

I PARTICOLARI:

I Fogli di rame
Tiffany iniziava tracciando degli schizzi colorati su carta del design da realizzare; poi costruiva delle sagome in ottone per ogni pezzo di vetro, che i suoi assistenti ritagliavano e assemblavano a mano. I vetri colorati venivano tenuti assieme da sottili fogli di rame ricoperti da un lato di cera d'api.
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Il Vetro
Per questa lampada Tiffany usò il vetro Favrile, variegato e dai colori intensi, che crea una luce soffice e calda. Le prime lampadine a bulbo erano piuttosto forti, quasi fastidiose, ma grazie all'esperienza nella progettazione di interni Tiffany riuscì ad addolcirla, diffondendo e riflettendo la luce.
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La Base
La base in bronzo fu pensata per attirare l'attenzione sul vivace paralume. Sinuoso e scultoreo, il supporto fa eco ai motivi naturalistici della parte superiore richiamando il fusto di una pianta di glicine. Come ogni paralume, le basi delle lampade Tiffany non sono mai tutte uguali.

Fonte:
- E. Wilhide, J. Glancey, 2017, Design La storia completa, Valsamoggia (BO), Atlante s.r.l.;

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