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100 anni di Achille Castiglioni - Arco di Flos

Achille Castiglioni con la sua Arco
Oggi ricorre il 100esimo anniversario della nascita di Achille Castiglioni (16 febbraio 1918 - 2002), il designer degli oggetti anonimi, come egli stesso li definiva e che per anni ha creato e collezionato.
In occasione di questa data importante per la storia del design italiano, la Fondazione Achielle Castiglioni, guidata dai figli Giovanna e Carlo, ha voluto celebrarlo con la mostra/evento "100x100 Achille"  chiamando a raccolta nell'ex studio milanese di Piazza Castello cento designer da tutto il mondo e chiedendo loro di raccontare ognuno il suo Castiglioni con un pezzo di design anonimo.
La mostra sarà ospitata presso la Fondazione Achille Castiglioni in Piazza Castello 27 a Milano dal 19 Febbraio al 30 Aprile 2018, per poi diventare in seguito itinerante. (clicca qui per saperne di più).
Una seconda mostra-tributo verrà aperta da Dimensione Domestica - Atto III a cura di Beppe Finessi dal 25 maggio al 21 dicembre. (clicca qui per saperne di più).

Stupita dalla contemporaneità delle sue creazioni, voglio anche io, nel mio piccolo, celebrare uno dei padri del made in italy, proponendovi forse la sua opera più famosa, oggetto del desiderio di tutti gli appassionati di arredamento di interni.

ARCO DI FLOS 1962
La celeberrima piantana fu progettata da Achille in collaborazione con il fratello Pier Giacomo per l'azienda italiana di arredamento e di illuminazione Flos.
Unica nel suo genere, grazie al suo design estremamente semplice, lineare e allo stesso tempo estremamente funzionale, è riuscita a scavalcare lo scorrere del tempo è risulta ancora oggi un pezzo di arredo d'autore molto desiderato (e per questo anche molto costoso: è possibile acquistarla presso i rivenditori Flos con una valutazione che parte da € 1.500,00 e può raggiungere anche le € 2.000,00).
Il Design, la versatilità e la semplicità cromatica dei materiali di cui è costituita, sono alcuni dei punti di forza dell'Arco e che fan si che sia facilmente accostabile a molti stili di arredo.


 
Bozzetti di Achille e Pier Giacomo Castiglioni
sul concetto Arco
 fonte immagine
"Pensavamo a una lampada che proiettasse la luce sul tavolo: ce ne erano già, ma bisognava girarci dietro. 
Perché lasciasse spazio attorno al tavolo la base doveva essere lontana almeno due metri, Così nacque l’idea dell’Arco: lo volevamo fatto con pezzi già in commercio, e trovammo che il profilato di acciaio curvato andava benissimo. Poi c’era il problema del contrappeso: ci voleva una massa pesante che sostenesse tutto. Pensammo al cemento prima, ma poi scegliemmo il marmo perché a parità di peso ci consentiva un minore ingombro e quindi in relazione ad una maggior finitura un minor costo. Nella Arco niente è decorativo: anche gli spigoli smussati della base 
hanno una funzione, cioè quella di non urtarci;
anche il foro non è una fantasia ma c’è per
permettere di sollevare la base con più facilità." 
Achille Castiglioni (intervista a Ottagono, 1970).

L'Arco divenuta negli anni simbolo del design italiano e la sua valenza iconica ne viene resa giustizia nelle collezioni, di cui fa parte in maniera parmanente, della Triennale Design Museum di Milano e del MoMa di New York.
Il concetto principale di questa lampada è la sua versatilità e praticità, nasce infatti dall'idea di avere un punto luce effettivamente "sospeso" sopra il luogo di interesse che può essere un tavolo o una scrivania o un libro, senza dover essere vincolati ad un sistema di illuminazione a sospensione, e quindi senza dover essere condizionati da un punto fisso.
L'idea di progetto era costituita da una lampada a terra, a luce diretta la cui base, un parallelepipedo a spigoli smussati ad angolo in marmo bianco, con i suoi 65 kg si ponesse come contrappeso al portalampada "sospeso" in acciaio. 
Dalla base, inoltre, si innalza una struttura in metallo, fissata al marmo tramite una guida scavata in esso e dei supporti a vite.
foto storica dell'Arco
fonte immagine
Funzionale come un lampadario con la sua luce zenitale, ma pratica per la sua facile trasportabilità è dotata infatti di un foro passante a sezione circolare ricavato nella base in marmo, che permette, infilandoci semplicemente un bastone, per permettere la facile mobilità della lampada da un'altra parte; era quindi pensata più per gli esercizi commerciali, come i ristoranti, anziché come elemento d'arredo domestico o d'ufficio.
Tale struttura,formata da un gambo telescopico è realizzata con tre profilati d'acciaio con sezione a U, dopo una prima parte diritta va a formare un arco vero e proprio, regolabile proprio facendo scorrere i diversi profilati su se stessi.
Al termine dell' "arco" vi è l'alloggiamento del punto luce: una cupola formata da due pezzi: una calotta forata, che impedisce l'eccessivo riscaldamento del portalampada, e un anello in alluminio che serve a regolare la posizione della cupola in relazione alla regolazione dell'arco.


dettaglio della cupola in acciaio portalampada
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scheda tecnica - dimensioni
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Descrizione tecnica e curiosità

La distanza massima, in proiezione orizzontale, del riflettore dalla base è di 2,2 m, l'altezza da terra è di 2,5 m; tuttavia la lampada, essendo regolabile permette di raggiungere diverse combinazioni.
Il riflettore in alluminio stampato, lucidato e protetto da una vernice trasparente è orientabile e regolabile in altezza. Ha una circonferenza di 32 cm e può installare lampadine a incandescenza dalla potenza massima di 100 WW con attacco E27 di tipo IAA/S.
Lo stelo a sezione quadrata è un segno inconfondibile del profilo del sostegno telescopico – formato da tre segmenti per aumentare la possibilità di allungamento e ampiezza – in acciaio inossidabile satinato. 
Il cavo elettrico da cui accendere e spegnere la luce è dotato di un interruttore ON/OFF e ha una lunghezza di 2.70 ml
La base è in grado di assicurare la stabilità di tutta la struttura: a forma di parallelepipedo, è alta 55 cm e ha angoli smussati. 
Per il montaggio di questa lampada non serve un tecnico, ma sono sufficienti due persone che assemblino tra loro i pochi pezzi presenti nella confezione.
Flos Cubo
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Per adeguarsi allo scorrere del tempo e renderla ancor più affine alle necessità contemporanee e, allo stesso tempo, più sicura; sono state introdotte alcune piccole novità: ne sono stati modificati i circuiti elettrici (aggiornamento normativo) e si è introdotta la possibilità di utilizzare le lampade fluorescenti a basso consumo.
Dal 2009 la Flos ha conformato l'Arco alle nuove esigenze di domotica domestica, introducendo un dimmer elettronico, il Flos Cubo, permettendo così di accenderla e spegnarla con comando a distanza.
Nel 2012, in occasione dei 50 anni della lampada Flos ha reso omaggio al suo modello più famoso nel mondo presentando una nuova versione, Multichip Led, mentendone le caratteristiche del disegno originario.
Nei molti anni di produzione la lampada non ha ricevuto alcuna modifica estetica o costruttiva, eccettuata la diversa colorazione della calotta di alluminio, che nei primissimi esemplari virava verso il dorato, e il portalampada, bianco all'inizio e in seguito modificato per uniformare la lampada alle leggi di sicurezza.
Replica della prima versione dell'Arco
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All'inizio della sua produzione era disponibile anche con la base in marmo nero, tale versione è ormai fuori commercio da molti anni, ma si può trovare in commercio come replica.

Alcuni esempi di accostamento dell'Arco con arredi di interni contemporanei:

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FONTI:

- Romeo F., Carimati P., Febbraio 2018, Achille forever, Elledecor, 56-64
- Platform-ad, 11 feb 2018, 100 anni di Achille Castiglionihttps://goo.gl/PgGkT3
- Casicci P.,  27 gen 2018, Un secolo di Achille che fece la rivoluzione con un interruttore, https://goo.gl/WKZo75
- Idealuceonline, 27 set 2013, Arco di Flos: l’intramontabile piantana dei fratelli Castiglioni, https://goo.gl/bUCZvj
- Cosedicasa, 29 ott 2016, Lampada Arco, un’icona di stile, https://goo.gl/F1BRbx
- Laura C., 12 feb 2014, Arco di Flos, semplicemente mitica, https://goo.gl/Rgn7mb

Il sito dalla fondazione Achille Castiglioni:
http://fondazioneachillecastiglioni.it/

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