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Stories d'Arte| Cap.3.2_I Sumeri - L'Architettura - Le Ziqqurat - l'invenzione del mattone

Storia dell'arte la mezzaluna fertile i sumeri la Ziqqurat di Ur
La Ziqqurat di Ur - fonte immagine: @lastoriaperduta

Le Ziqqurat
All’interno delle mura di queste città si ergono costruzioni di proporzioni gigantesche: le Ziqqurat, che gli antichi scritti sumerici definiscono “Montagne di Dio”.
Tali strutture, a pianta quadrangolare, sono costituite da più piattaforme sovrapposte, ciascuna accessibile da quella inferiore mediante rampe e scalinate esterne. Alla sommità delle Ziqqurat si trova la cella del tempio, contenente le stanze degli dei, mentre sulle piatteforme sottostanti sono ricavati le sale di rappresentanza, luoghi di riunione e di culto, appartamenti reali e talvolta, al piano terreno anche botteghe e magazzini.
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ricostruzione Ziqqurat di Chogha Zanbil - fonte immagine: atto-co.com
Una delle ziqqurat i cui resti si sono conservati è quella che svetta tra le rovine della favolosa città di Ur, nei pressi dell’attuale centro iracheno di Tell el-Muqaiyir, sulla riva destra del fiume Eufrate.
Piccoli scavi furono fatti nel sito intorno all'inizio del XX secolo, e negli anni Venti, Sir Leonard Woolley, con un progetto congiunto tra l'Università della Pennsylvania e il British Museum, che rivelò il monumento nella sua interezza. Quello che Wolley trovò fu una struttura rettangolare, orientata verso nord, costruita su tre livelli di terrazze, per una altezza complessiva tra i 20 e i 30 metri.
Tre scalinate monumentali conducevano a un ingresso sulla prima terrazza. Poi, una singola scalinata saliva alla seconda terrazza che prevedeva un tempio e la terrazza finale, la più alta. L'effetto verticale e l'armonia dell'insieme è dato, oltre che dalla forma a torre scalata, dai muri inclinati e dalle scalinate che si congiungono obliquamente sotto una torre di guardia, in origine coperta a cupola. Inoltre gli architetti hanno dovuto praticare una correzione ottica incurvando leggermente verso l'esterno le pareti, per evitare che sembrassero piegate verso l'interno.
La parte interna della ziqqurat era costruita in mattoni crudi di fango coperti con mattoni cotti posati con del bitume, un catrame naturale. La parte inferiore dell'edificio, quello che sostiene la prima terrazza, sembra sia stata costruita con 720 000 mattoni cotti. È evidente che le risorse necessarie per costruire la ziqqurat era impressionanti!
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Ricostruzione Ziqqurat di Ur - fonte immagine: unvasopienodiparole.blogspot.com
La ziqqurat di Ur e il tempio sulla sua sommità sono stati costruiti intorno al 2100 A.C. dal re Ur-Nammu, terzo della dinastia di Ur, in onore del dio della luna Nanna, patrono della città-stato. La struttura avrebbe dovuto essere il punto più alto della città, visibile da molto lontano, punto di riferimento per i viaggiatori e i fedeli. È probabile che fosse il luogo dove gli abitanti portavano le eccedenze alimentari e dove ricevevano la loro razione di cibo. Nell'antichità si visitava la ziqqurat per trovare nutrimento fisico e spirituale.
È chiaro che la parte più importante fosse il tempio di Nanna. Ma questo, sfortunatamente, non è giunto fino a noi.
Alcuni mattoni smaltati di blu sono stati trovati nel sito e gli archeologi sospettano che facessero parte della decorazione del tempio. La parte inferiore della ziqqurat, che è sopravvissuta, include splendidi dettagli di ingegneria e design. Per esempio, affinché lo strato di mattoni crudi rimanesse, a seconda della stagione, più o meno umido, gli architetti hanno progettato dei fori attraverso lo strato esterno di mattoni cotti per permettere all'acqua di evaporare. Inoltre sono stati costruiti scoli nelle terrazze per far defluire l'acqua piovana invernale.
La ziqqurat di Ur è stata restaurata due volte. Il primo restauro risale all'antichità. L'ultimo re neo-babilonese, Nabodinus, a quanto pare ha sostituito le ultime due terrazze nel VI secolo a.C.. 2400 anni dopo, alla fine degli anni Ottanta, Saddam Huddein ha restaurato la facciata della massiccia fondazione, comprese le tre scale che portano al cancello del primo livello. Da quest'ultimo restauro, la ziqqurat ha subito qualche danno. Durante la guerra recente condotta dagli americani e dalle forze della coalizione,Saddam Huddein ha parcheggiato i suoi caccia da guerra accanto alla ziqqurat, credendo che i bombardieri li avrebbero risparmiati per paura di distruggere il monumento. Le ipotesi di Hussein si sono dimostrate vere solo in parte, in quanto la ziqqurat ha subito danni proprio in seguito ad alcuni bombardamenti.

I primi mattoni della storia
Le ziqqurat, come anche le mura delle città mesopotamiche, furono costruiti in mattoni, un elemento costruttivo totalmente innovativo!
Infatti, se ben ricorderete, le prime architetture dell’uomo in epoca preistorica venivano realizzate con in materiale più solido di cui si poteva disporre: la pietra. (qui il post sui Megaliti del Neolitico).
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i mattoni delle ziqqurat - fonte immagine: informazioneconsapevole.com
Ma abbiamo già visto come le costruzioni con solo elementi lapidei dovevano probabilmente rappresentare una grande difficoltà nelle fasi di assemblaggio, in più l’area della Mesopotamia non era di certo di carattere montuoso e per questo povera di pietre. I Sumeri, quindi, furono costretti a inventarsi materiali nuovi. Iniziò così una vera e propria rivoluzione edilizia che farà del mattone, per tutti i secoli a venire e fino ai giorni nostri, uno degli elementi basilari dell’architettura.

Perché proprio il mattone? e com'era fatto?

La Mesopotamia non era quindi un territorio roccioso, ma una cosa è certa: era ricca di argilla, ingrediente basilare dei mattoni.

Ne esistevano di due tipi:
mattone crudo: fatto di argilla pestata sotto i piedi, mescolata a paglia e seccata al sole
mattone cotto: solido come la pietra

La forma più diffusa è quella oblunga e le dimensioni vanno dai 20 centimetri di lunghezza per 12 di larghezza dei mattoni più antichi fino ai grossi mattoni quadrati di 47 centimetri di lato del periodo neosumerico.

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mattoni in argilla - fonte immagine: unvasopienodiparole.blogspot.com
I mattoni cotti erano usati con moderazione a causa della scarsità di legna necessari per cuocerli. Venivano riservati ai plinti e alla pavimentazione di alcune stanze che altrimenti venivano lasciate in terra battuta.
In seguito il mattone cotto verrà usato nelle fondamenta, negli impianti idraulici e, su vasta scala, anche nei grandi palazzi dei funzionari pubblici, negli ipogei, nelle porte trionfali e nelle ziqqurat. In queste ultime l'interno è in mattoni crudi circondati da un gigantesco strato di mattoni cotti. Le murature sono rinzaffate con calcina di fango o bitume. Nei complessi architettonici più grandi, ogni otto-nove file di mattoni vengono posti degli strati di giunchi. In epoca neobabilonese si userà anche una malta di calce mescolata con bitume. Molto spesso i muri sono composti da file di mattoni posti di piatto alternati a file di taglio, ottenendo la classica lisca di pesce caratteristica dei monumenti mesopotamici.
Le coperture sono quasi esclusivamente a terrazze di terra battuta messa su un letto di sterpi che poggia su un fondo si stuoie.

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Fonti:
- Giorgio Cricco, Francesco Paolo Teodoro, Itinerario nell'arte, Dalla Preistoria a Giotto, Vol1, Bologna, Zanichelli, 2016, pag. 12-14;
didatticarte.it, 2. Arte Mesopotamica, https://bit.ly/3ypch59
- Proffrana Veronica Biraghi, Storia dell'arte #02: Mesopotamica, 11 nov 2018, https://bit.ly/3jqox10;
- Raffaella Arpiani - Arte essenziale, La nascita della scrittura: la mezzaluna fertile e le civiltà del Vicino Oriente, 25 ott 2020, https://bit.ly/3BsBE8p;
- Barbara-unvasopienodiparole.blogspot.com -MESOPOTAMIA: la nascita delle città-stato, in Arte e immagini, un viaggio nella storia dell'arte, 21 ott 2015, https://bit.ly/3zFWNeR

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