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Cosa visitare a Palermo in un weekend | Palazzo dei Normanni e la Cappella Palatina

Lo scorso Ottobre ho passato un fine settimana nella antica capitale del Regno delle Due Sicilie, l'affascinante Palermo, irresistibile meta culturale per qualunque appassionato di Storia, Arte e Cultura Mediterranea.
Ho pensato di condividere e consigliarti i siti che ho visitato, sperando che questo mio post ti possa essere in qualche modo d'aiuto in una tua futura visita a Palermo.
Vista su Palazzo dei Normanni
fonte immagine
Il mio primo consiglio è quello di trovare un alloggio nella zona storica della città. Palermo infatti, come molte grandi città, è soggetta alla ZTL, cosa che potrebbero limitare i tuoi tragitti in auto.
Alloggiando in zona centrale, ti verrà facile visitare i più importanti siti storico-culturali della città, raggiungendole facilmente a piedi.
Ortofoto Palermo
Area esterna Palazzo dei Normanni
Nonostante il mio weekend sia stato rovinato da un'interminabile diluvio, ora ti porto con me per le vie di Palermo.

Giorno 1 

Avendo avuto la fortuna di trovare un b&b a due passi dal Palazzo Reale (o Palazzo dei Normanni), la primissima visita è stata proprio nell'edificio considerato il cuore dell'itinerario arabo-normanno, Patrimonio dell'Unesco, monumento simbolo della ricchezza, del potere politico e della cultura del regno normanno.

VISTA ESTERNA PALAZZO DEI NORMANNI 

Il 3 luglio 2015, infatti, il Comitato del Patrimonio Mondiale dell'Unesco, riunito a Bonn, ha inserito il sito (Palermo arabo-normanna e le Cattedrali di Cefalù e Monreale) nella World Heritage List con la seguente motivazione:
"l'insieme degli edifici costituenti l'itinerario arabo normanno rappresentano un eccezionale valore universale come esempio di convivenza e interazione tra diverse componenti culturali di provenienza storica e geografica eterogenea (sincretismo culturale). Tale fenomeno ha generato uno stile architettonico originale, in cui sono mirabilmente fusi elementi bizantini, islamici, e romanici, capaci di volta in volta di prodursi in combinazioni uniche, di eccelso valore artistico e straordinariamente uniche."



Cenni Storici
Il Palazzo Reale di Palermo sorge nel nucleo più antico della città, sopra un insediamento punico ubicato sotto le Sale Duca di Montalto.
Drante la dominazione araba venne edificato il primo corpo del palazzo tra i fiumi Kemonia e Papireto denominato Qasr, termine che sta ad indicare, oltre che un castello, anche una fortificazione dai prioritari compiti militari. Con l'arrivo dei Normanni a Palermo, nel 1072, ebbero inizio i lavori di ricostruzione ed ampliamento che avrebbero condotto nel 1130, dopo l'incoronazione di Ruggero II d'Altavilla, alla trasformazione della fortezza in Palazzo Reale e centro nevralgico del potere. All'interno del palazzo normanno esistevano un opificio ed un laboratorio tessile per produrre manufatti di unica bellezza. In tale contesto le corti di Ruggero II, di Guglielmo I e di Guglielmo II riuscirono nel miracolo di far condividere, all'insegna della tolleranza, culture profondamente diverse tra loro.
Federico II di Svevia, figlio di Enrico VI Hohenstufen e di Costanza d'Altavilla, fu continuatore della politica del nonno Ruggero II e, nonostante abbia soggiornato nella reggia palermitana solo in giovane età, vi organizzò l'attività amministrativa e quella culturale (Scuola Poetica Siciliana).
Dopo un periodo di oblìo, durante le dominazioni angioina e aragonese, il Palazzo Reale riacquista il proprio prestigio nella seconda fase del XVI secolo per merito dei vicerè spagnoli. Vennero realizzati nuovi elementi architettonici sia di stampo militare sia di rappresentanza, tra cui i due cortili principali Fontana e Maqueda.
I Borbone di Sicilia ristrutturarono il Palazzo Reale, commissionando pure le nuove decorazioni della Sala d'Ercole, ambiente utilizzato oggi per le riunioni dell'Assemblea Regionale Siciliana (Parlamento regionale).

Teatro Marmoreo di Re Filippo V di Spagna
Piazzale d'ingresso
Ingresso al museo
Piano Terra

Cortile Maqueda, Il duca di Maqueda Bernardino de Cardenas y Portugal, vicerè in Sicilia dal 1598 al 1601, diede vita ad u'importantissima opera urbanistica per la città di Palermo, il taglio trasversale del Cassaro. Egli contribuì in modo significativo a riqualificare il Palazzo Reale con la costruzione, avvenuta nel 1600, del Cortile Maqueda, struttura composta da tre loggiati il cui livello intermedio è quello più elevato.

 


 

Sale Duca di Montalto, In prossimità dello scalone d'onore, prima del Cortile Maqueda, si accede alle Sale Duca di Montaldo, affrescate durante la prima metà del XVII secolo dai più valenti artisti del tempo, tra cui Pietro Novelli, Gerardo Astorino e Vincenzo La Barbera, per trasformare i vani originari in sala delle udienze estive del Parlamento.
In fondo, un affresco di Gerardo Astorino mostra una riunione del Parlamento siciliano nel XVII secolo.
Di Pietro Novelli, sopra l'oblò che consente una suggestiva visione dall'alto delle Mura Puniche,è il grande affresco staccato che raffigura Pietro Moncada a cavallo, testimonianza dell'alto livello decorativo dell'ambiente, trasformato, sotto Federico III di Borbone, su progetto di Venanzio Marvugli, in scuderie.

Il giorno della mia visita la sala ospitava l'esposizione temporanea 'Rosalia eris in peste patrona' L’esposizione ripercorre uno dei momenti più critici della storia di Palermo: il lasso di tempo di cinquantanni che vede la città colpita da due terribili pestilenze, nel 1575-76 e nel 1624; la popolazione inerme e decimata cerca conforto e protezione nei tradizionali Patroni, le Sante cinque Vergini Palermitane, i Santi Rocco e Sebastiano cui subito si aggiunge in quegli stessi anni anche San Carlo Borromeo, grazie al culto introdotto in città dalla ricca “Nazione” mercantile dei Lombardi. Ma nel 1624, allo scoppio di una pestilenza ancor più devastante, il ritrovamento dei sacri resti sul Monte Pellegrino di Rosalia, romita palermitana vissuta nel Medioevo, e la contemporanea immediata cessazione del morbo, fanno sì che a lei vengano riconosciuti speciali poteri taumaturgici, da farla acclamare unica patrona contro il terribile morbo.


 

 

 

Mura Punico-Romane. Al piano inferiore delle Sale Duca di Montalto, in seguito ad una capagna archeologica effettuata nel 1984, sono tornati alla luce elementi architettonici appartenenti all'antica cinta muraria punica della città di Palermo, risalenti circa al V secolo a.C.; tra tali testimonianze spiccano una postierla che mantenuto inalterato il suo aspetto originario, i resti di una delle antiche porte della città e parte dei conci realizzati con cura e perfettamente squadrati.
vista dall'oblò

 
vano scala centrale

Una delle prime sale visitabili, custodita come un tesoro, all'interno delle stanze reali, è la straordinaria Cappella Palatina, "la più bella che esiste al mondo, il più stupendo gioiello religioso vagheggiato dal pensiero umano ed eseguito da mani d'artista" (Guy de Maupassant).

  
ingresso

Dopo l'incoronazione del 1130, Ruggero II ordinò la costruzione della Cappella del Palazzo. Essa rappresenta sul piano architettonico e decorativo l'incontro tra culture e religioni diverse, poiché furono coinvolte nella sa realizzazione maestranze bizantine, islamiche e latine.
La Chiesa, dedicata a San Pietro Apostolo, presenta una pianta nella quale gli elementi latini e bizantini convivono, creando un unicum architettonico potenziato dagli apparati musivi.



 


  

 

  


 


 

Nella cupola domina l'immagine del Cristo Pantocratore (raffigurazione di Gesù tipica dell'arte bizantina e in genere paleocristiana e anche medievale, soprattutto presente nei mosaici e affreschi absidali. Egli è ritratto in atteggiamento maestoso e severo, seduto su un trono, nell'atto di benedire con le tre dita della mano destra, secondo l'uso poi rimasto nella chiesa ortodossa), che si ripete nel catino dell'abside centrale.



Tra i mosaici più antichi, nel presbiterio, è possibile ammirare scene del Nuovo Testamento, tra le quali spicca il battesimo di Cristo, opera unica per raffinatezza stilistica. Nelle navate laterali, decorate probabilmente sotto Guglielmo I, sono narrati eventi della vita di San Pietro e Paolo; in quella centrale dell'Antico Testamento

Di particolare valore è il candelabro marmoreo posto presso il pulpito.


 

 


Le maestranze arabe eseguirono il soffitto a muqarnas, con un pregevole e rarissimo ciclo pittorico. Si tratta di una struttura interamente realizzata in legno, con elementi stalattitici ed alveolari.
Il Muqarnaṣ (in arabo: مقرنص‎) è infatti, una soluzione decorativa propria dell'architettura islamica, originata dalla suddivisione della superficie delle nicchie angolari raccordanti il piano d'imposta circolare della cupola con il quadrato o il poligono di base, in numerose nicchie più piccole.



 
L'iscrizione datata in latino (1142), greco (6650) e arabo (536), a ricordo dell'orologio idraulico voluto da Ruggero II, oggi posta sulla parete a sinistra prima dell'ingresso alla Cappella, testimonia l'intrecciarsi di civiltà e il rispetto tra diverse culture nella Palermo normanna. 
                         


Secondo Piano - Appartamenti Reali

La Sala d'Ercole è il luogo nel quale si riuniscono, dal 1947, i deputati dell'Assemblea Regionale Siciliana. Prende il nome dalle pitture raffiguranti il ciclo dedicato all'eroe mitologico greco, completate all'inizio del XIX secolo dall'artista Giuseppe Velasco (detto il Velasquez). 
Il Parlmento regionale (ARS) esercita il potere legislativo previsto dallo Stato autonomo siciliano e rappresenta il primo Parlamento italiano e uno dei più antichi d'Europa.
Statua di Archimede all'ingresso della Sala



 


Porticato d'accesso alle sale

 

 


La Sala dei Viceré prende il nome dai 21 ritratti affissi alle pareti, appartenuti a viceré, luogotenenti e presidenti del regno Borbone di Sicilia. Personaggi di spicco, tra quelli raffigurati, furono Domenico Caracciolo di Villamaina, che abolì il tribunale dell'inquisizione nel 1782 e Francesco D'aquino principe di Caramanico durante il cui mandato nel 1790 venne istituito l'osservatorio astronomico sulla Torre Pisana del Palazzo Reale.


La Sala Pompeiana, l'ambiente è parte della cosiddetta Galleria Pompeiana voluta da Leopoldo di Borbone, luogotenente di Sicilia dal 1830 al 1835.
La Sala, dallo sfondo verde tendente all'azzurro, venne decorata intorno al 1830 da Giuseppe Patania, secondo i gusti dello stile neoclassico, con rappresentazioni mitologiche, prendendo spunto dalle scoperte archeologiche di Ercolano e Pompei, tra le quali, al centro della volta, Eros e Afrodite su un carro.




 


La Sala Cinese, dipinto dai fratelli Salvatore e Giovanni Patricolo, evoca la moda imperante presso quasi tutte le corti europee tra XVII e il XIX secolo, che si riconducevano ad argomenti orientaleggianti in grado di mostrare tematiche già presenti all'interno della Casina alla Cinese, sita all'interno del Parco della Favorita.
Nella Sala vengono dipinti uomini e donne abbigliati alla "cinese", con un attento gusto verso il mondo orientale sullo sfondo azzurro è possibile scorgere alcuni paesaggi montani.






Sala dei Venti, uno dei più suggestivi luoghi del Parlamento Reale. Ubicata in una torre medievale del nucleo arabo-normanno, detta Joharia ed antistante la Sala di Ruggero, è oggi coperta da un soffitto ligneo settecentesco al ci centro spicca la rosa dei venti.

Sala di Ruggero, prende il nome da Ruggero II. Le stupende decorazioni musive si devono al figlio Guglielmo I. I mosaici, di matrice profana, rappresentano un unicum raffigurando elementi fitomorfi, zoomorfi ed antropomorfi (scene di caccia ed emblemi allegorici del potere normanno). Tutto lascia ipotizzare la presenza di tematiche care ai sovrani normanni e una narrazione simbolica del Genoardo, giardino-paradiso di tradizione islamica.


 

 

Post correlato sugli arredi del Palazzo dei Normanni


Nella nostra passeggiata pomeridiana per le vie storiche di Palermo, dal Palazzo dei Normanni ai Quattro Canti, ci siamo imbattuti in due meraviglie architettoniche.
 San Giovanni degli Eremiti




 Parrocchia di San Giuseppe Cafasso






Fino ad arrivare in Piazza Pretoria...

Fonti: 
Fondazione Federico II, www.federicosecondo.org


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