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Cosa visitare a Palermo in un weekend | Piazza Pretoria - Quattro Canti - Piazza Politeama

Lo scorso Ottobre ho passato un fine settimana nella antica capitale del Regno delle Due Sicilie, l'affascinante Palermo, irresistibile meta culturale per qualunque appassionato di Storia, Arte e Cultura Mediterranea.
Ho riportato qui i siti culturali più belli che ho avuto la possibilità di visitare. 
Clicca qui per leggere il mio primo post ---> Palazzo dei Normanni

Nel pomeriggio delle stessa giornata, abbiamo deciso di proseguire la visita della città, camminando lungo la via principale Vittorio Emanuele, imbattendoci nelle più importanti e rappresentative piazze della città palermitana.

PIAZZA PRETORIA
Ortofoto Palermo
fonte immagine
La fontana è stata realizzata nel 1554 dallo scultore fiorentino Francesco Camilliani per il giardino del nobile spagnolo Don Luigi Toledo, suocero del Gran Duca di Toscana Cosimo I dei Medici.
Una ventina di anni dopo, per far fronte ad una situazione debitoria dei Toledo, venne venduta al Senato palermitano e giunse a Palermo nel 1574.

Piazza della Vergogna, come comunemente i palermitani chiamano Piazza Pretoria, deve il suo nome, non come si potrebbe credere alla nudità dei corpi, ma all'ingente somma di denaro che il Senato palermitano dovette sborsare, ventimila scudi (ottomila onze), per il suo acquisto.
Dato il momento storico di miseria, epidemie e carestia di quegli anni, sembra che i palermitani gridassero quando uscivano dal palazzo i componenti del Senato : “Vergogna, Vergogna”.



La fontana si presenta su tre lati circondata da edifici: il Palazzo Pretorio, la Chiesa di Santa Caterina e due palazzi baronali: Palazzo Bonocore e Palazzo Bordonaro
Il quarto lato si affaccia su via Maqueda.


Piazza Pretoria vista dall'alto
La fontana è a pianta ellittica.
- Nel primo ordine è cinta da eleganti balaustre, interrotti da quatto grandi accessi scanditi ognuno da due statue "termini", colossali mezze figure virili e muliebri.
La Fontana Pretoria è piena di significati nascosti ad iniziare dalle sopracitate 8 statue "termini " poste all'estremità degli accessi e ne delimitano i confini. Ma queste statue rappresentano anche le estremità che delimitano lo spazio ed il tempo, una sorte di porta che consente l’accesso alla Gerusalemme celeste.


I nasi di molte statue, come ricordato per metà animale e per l’altra uomo, sembrano postumi perché secondo un antico racconto sono stati rotti dai messinesi, invidiosi del riconoscimento di Palermo quale capitale del Regno, durante il trasporto delle statue nelle casse. E poiché il taglio del naso era la pena inflitta ai magnaccia è chiaro il messaggio che i messinesi mandarono ai palermitani.

- Il secondo ordine con quattro scalinate presenta altrettante peschiere, ciascuna con sei nicchie ornate da teste di animali. Al margine di ogni peschiera è collocata un'ampia vasca, sul cui bordo giace una grande statua che rappresenta un fiume ed è fiancheggiata da altrettante statue di Tritoni, Nereidi e Sirene. Col trasferimento della fontana da Firenze a Palermo, l’Arno con i suoi affluenti, come il Mugnone, divenne l’Oreto. Ercole, posto proprio davanti al Palazzo, è rappresentato con una grossa clave e simboleggia la potenza del Nilo. Dalla parte opposta vi è il fiume Papireto, mentre la sorgente del Gabriele, che sono le acque più buone di Palermo, è rappresentata da una donna.












 






Al Camilliani si ispirò probabilmente G. Bernini che nel 1654 realizzò a Piazza Navona la fontana dei quattro fiumi.

A proposito della Fontana del Camillinai Giorgio Vasari scrisse: “fonte stupendissima che non ha pari in Fiorenza, nè forse in Italia: e la fonte principale, che si va tuttavia conducendo a fine, sarà la più ricca e sontuosa che si possa in alcun luogo vedere, per tutti quegli ornamenti che più ricchi e maggiori possono immaginarsi, e per gran copia d'acque, che vi saranno abbondantissime d'ogni tempo" (Vasari-Milanesi, VII. p.628).".



Arrivati a Piazza Ruggero Settimo, non si può non rimanere affascinati dalla maestosa presenza del Teatro Politeama, uno dei simboli più rappresentativi e amati della città, al punto che l’intera piazza è stata ribattezzata dai palermitani come Piazza Politeama.

Architettura di chiara ispirazione romana (Colosseo), domina la vista sull'intera piazza, divenuta negli ultimi anni punto di ritrovo per eccellenza della città, ovvero da dove partire per iniziare una passeggiata in centro. 

La sua costruzione risale al 1817 su progetto del giovane e brillante architetto Giuseppe Damiani Almeyda, nato a Capua da genitori siciliani. Il progetto iniziale prevedeva la costruzione di un anfiteatro, quindi senza una copertura, ma in seguito l’esigenza di allargarsi anche ad altri tipi di spettacoli portò a quello che è il progetto attuale, ovvero un vero e proprio teatro. L’apertura ufficiale avvenne nel 1891, alla presenza di re Umberto e della regina Margherita, e fu rappresentato l’Otello di Verdi.

L’esterno è dominato da un arco trionfale costituente l’ingresso, e un colonnato su due piani riprendendo la scansione proprio del Colosseo.

Sopra l’arco di ingresso si trova una Quadriga bronzea, opera di Mario Rutelli, che rappresenta il “Trionfo di Apollo ed Euterpe” fiancheggiata da una coppia di cavalli bronzei e cavalieri modellati da Benedetto Civiletti e che rappresentano i giochi olimpici.






Fonte:
- cittametropolitana.pa.it, 2011, Piazza Pretoria o Piazza della Vergogna, in Città metropolitana di Palermo - Turismo, https://goo.gl/xndFrg

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