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Storia dell'Arte| Cap.3.4_I Sumeri Lo stendardo di Ur

Stendardo di Ur, 2500 a.C. Legno intarsiato con lapislazzuli, conchiglie e calcare rosso, 20x48 cm. Londra, British Museum.
Stendardo di Ur, 2500 a.C. Legno intarsiato con lapislazzuli, conchiglie e calcare rosso, 20x48 cm. Londra, British Museum. fonte immagine: wikipedia.org
Lo Stendardo di Ur è un reperto archeologico sumero, ritrovato in una tomba della necropoli reale di Ur, risalente al 2500 a.C. circa, oggi conservato al British Museum di Londra.
Fu portato alla luce durante gli scavi in Iraq del 1927-1928 nella necropoli reale di Ur; si trovava in un angolo della tomba PG 779, una delle maggiori della necropoli, associata ad Ur-Pabilsag, un re morto verso il 2550 a.C.
Lo stendardo di Ur. Londra, British Museum. Fonte immagine: didatticarte.it
Leonard Woolley, l'archeologo britannico che lo scoprì, pensò che l'oggetto originariamente venisse infilato su un palo e fosse portato in processione come uno stendardo, da qui il nome con cui è conosciuto, ma oggi altri studiosi pensano che fosse la cassa di risonanza di uno strumento musicale, perciò la sua funzione non è ancora chiara.
Scavi al Cimitero Reale di Ur. Fonte immagine: wikiwand.com
Lo stendardo di Ur è una cassetta dalle facciate rettangolari e dai lati trapezoidali che mostrano una divisione in registri, i cui listelli divisori sono realizzati con piccole piastrine ottenute da conchiglie provenienti dell'oceano Indiano e con minuscoli frammenti di lapislazzuli.
Su un lato sono rappresentate scene di una Guerra vinta dai Sumeri, nell'altro scene tipiche dei periodi di Pace. Le figure, rappresentate in modo bidimensionale, sono distribuite in fasce orizzontali sovrapposte. In entrambi i pannelli la lettura narrativa procede dal basso verso l'alto e da sinistra a destra.
La composizione è ritmica, anche se in ogni fascia le figure sono disposte a intervalli diversi, ed esprime il senso del movimento. I personaggi rilevanti sono rappresentati secondo i canoni convenzionali, con il volto, le gambe e i piedi di profilo, e gli occhi e il torace di fronte, per metterne in evidenza l'importanza. Prigionieri e schiavi hanno invece forme e peso più liberi. Il fondo, in entrambi i pannelli, è fatto di lapislazzuli, pietre dure di colore blu scuro, sul quale sono state inserite conchiglie, pietre di calcare rosso e madreperle bianche. Le scene sono raccontate attraverso tre registri.
Stendardo di Ur. Lato della Guerra.
Stendardo di Ur. Pannello della Guerra. Fonte immagine: didatticarte.it
Sul Pannello della Guerra, i registri mostrano i nemici travolti dai carri trainati dagli onagri delle milizie di Ur. I vinti sono fatti prigionieri e portati al cospetto del sovrano, dalle dimensioni maggiori, che li attende con tutta la corte e il cocchio reale. I soldati indossano lunghi mantelli e il capo è cinto da una cuffia. I carri da guerra avanzano per mezzo di ruote. Questa è la prima rappresentazione della ruota. Come si nota nello stendardo, le prime ruote erano di legno pieno, fatte con tre pezzi uniti tramite traverse di legno o corregge di cuoio. Erano di certo molto pesanti, ma hanno comunque rivoluzionato la storia dell'uomo. I carri erano trascinati da cavalli addestrati e molto curati.
Stendardo di Ur. Dettaglio delle ruote.
Stendardo di Ur. Dettaglio delle ruote. Pannello della Guerra. Fonte immagine: tanogabo.it
Sul Pannello della Pace, vediamo lo svolgersi di un banchetto. Il sovrano beve davanti alla corte mentre musici suonano l'arpa. Il tema del banchetto, già noto grazie ai sigilli della stessa epoca, assume un significato nuovo perché legato alla celebrazione delle imprese del sovrano, perdendo il suo valore di culto, rappresentato invece nelle placche votive del periodo Protodinastico e nel Vaso di Warka.
Stendardo di Ur. Lato della Pace
Stendardo di Ur. Pannello della Pace. Fonte immagine: didatticarte.it
Nei registri inferiori si vedono servi, pastori, contadini che portano i loro prodotti a palazzo: sacchi di cereali, montoni, buoi, pesce, legna.
I lati brevi dello stendardo erano composti da motivi mitologici che ricordano l'eroe, forse trasposizione del re stesso, che uccide la gazzella, l'aquila leontocefala che artiglia un toro androcefalo accovacciato, capridi rampanti, uno dei quali con una coppa in mano, e vaghe rappresentazioni della natura selvatica.
Questo lato dello stendardo risulta importante per la storia della musica in quanto è rappresentato un arpista accompagnato forse da una cantante. L'arpa suonata dal musico è identica a quelle rinvenute nel Cimitero reale di Ur.
Lo Stendardo di Ur. Dettaglio raffigurante un arpista nel Pannello della pace. Fonte immagine: wikipedia.org

Fonti:
- Giorgio Cricco, Francesco Paolo Teodoro, Itinerario nell'arte, Dalla Preistoria a Giotto, Vol1, Bologna, Zanichelli, 2016, pag. 12-14;
didatticarte.it, 2. Arte Mesopotamica, https://bit.ly/3ypch59
- Barbara-unvasopienodiparole.blogspot.com -I SUMERI - PERIODO PROTOSTORICO: lo stendardi di Ur, in Arte e immagini, un viaggio nella storia dell'arte, 17 dic 2015, https://bit.ly/3v0OHMa
- Redazione,  Stendardo di Ur: un reperto che racconta la storia dei Sumeri, ilbosone.com, 29 Set 2019, https://bit.ly/3mEhanm
- Wikipedia, Stendardo di Ur, in wikipedia.org, 29 mar 21, https://bit.ly/3v1VYeH
 

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